Arturo Schwarz – L’ultimo Surrealista
Fabio Noli 26 aprile 2018

5 punti per scoprire la vita del grande critico (e la sua incredibile collezione)

 

 

Arturo Schwarz
il critico d’arte Arturo Schwarz ritratto da Enrico Baj

 

 

Arturo Schwarz e la sua galleria a Milano sono stati punto di riferimento per i Dadaisti, i Surrealisti, le Avanguardie storiche nel mondo. Considerato l’ultimo surrealista, il suo nome è legato a quello di Marcel Duchamp.

1

La giovinezza

 

 

Nasce nel 1924 da padre ebreo-tedesco e madre ebreo-milanese ad Alessandria d’Egitto. La madre è figlia di un militare Italiano d’istanza in Egitto. Lì conosce il padre di Arturo, un chimico, che ottiene una certo successo, anche economico, creando un metodo innovativo di conservazione del cibo. La coppia si separa dopo pochi anni, Arturo viene affidato alla madre che lo maltratta, rancorosa nei confronti dell’ ex compagno. Passato sotto la custodia paterna, negli anni del Liceo e dell’Università frequenta le migliori scuole internazionali della città, e, una volta conclusi gli studi, apre una libreria.

 

2

Politica e prigionia

 

 

Negli anni giovanili la sua grande passione è però la politica, che lo porta a fondare una sezione della quarta Internazionale ad Alessandria. L’enorme stima che nutre per Trotsky fa in modo che nel 1940 sia pronto ad  imbarcarsi per il Messico col solo intento di incontrarlo. Il rivoluzionario bolscevico viene però assassinato quello stesso anno. Nel Gennaio 1947, a causa della suo attivismo politico, e per il suo status di ebreo, viene arrestato per sovversione e condannato a morte. Viene rinchiuso 2 anni in attesa di sentenza dove subisce anche torture. Sentenziata l’impiccagione per il maggio ’49, viene liberato in febbraio grazie all’armistizio tra Egitto e Israele.

 

Arturo Schwarz - Konrad Klapheck
Arturo Schwarz ritratto da Konrad Klapheck

 

 

3

L’arrivo in Italia

 

 

Durante la guerra perde sia la cittadinanza tedesca che quella italiana perché ebreo. Espulso dall’Egitto dopo la prigionia decide di riacquisire la cittadinanza italiana e sbarca a Genova, quindi a Milano. Grazie ad un cugino funzionario di banca, ottiene un fido per fondare una piccola casa editrice. Pubblica anche i libri di Trotsky, nemico di Stalin, e quindi del PCI. Il fido bancario gli viene revocato senza un apparente motivo poco dopo.

 

 

Arturo Schwarz e Peter
Arturo Schwarz e Peter Halley fotografati da Timothy Greenfield-Sanders

 

4

Incontri surreali

 

Lo scioccante incontro col mondo surrealista avviene nei primi anni ’40, dopo aver letto il manifesto di André Breton. I due iniziano una relazione epistolare in cui Arturo invia poesie al critico d’arte francese, che lo incoraggia a scrivere. Arturo decide così di entrare a far parte del gruppo Surrealista. Comincia a frequentare artisti come Duchamp, Max Ernst, Yves Tanguy, Dalì. In questo periodo acquisisce moltissime opere dei suoi colleghi e amici, diventando così lungo il corso degli anni ’50 e ’60, il più grande collezionista d’arte surrealista al mondo.

 

Arturo Schwarz - Max Hamlet Sauvage
Arturo Schwarz dipinto da Max Hamlet Sauvage

 

5

La collezione Arturo Schwarz

 

Arturo Schwarz ha posseduto un’importante galleria d’arte surrealista a Milano fino al 1974, anno in cui chiude con l’attività di mercante d’arte e decide di donare gran parte della sua collezione. Oltre 500 pezzi tra cui 80 opere di Duchamp vengono donate alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma: è la più grande donazione mai effettuata per l’arte contemporanea. L’unica cosa che Schwarz ha sempre ritenuto fondamentale, è che le opere fossero documentate e catalogate per conferire loro dignità scientifica. Oltre alle donazioni, organizza anche importanti aste benefiche sempre attingendo dalla sua collezione.

Visualizza le opere della collezione Schwarz in asta da Cambi.

Arturo Schwarz
Arturo Schwarz fotografato da Timothy Greenfield-Sanders
Fabio Noli

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