Una straordinaria Collezione Veneziana
admin 20 ottobre 2016
Arredi da Palazzo Corner Spinelli in Venezia / Asta 270

È sempre la stessa la sensazione quella che si prova uscendo da Santa Lucia, che poi continua salendo sul traghetto che ci condurrà lungo il Canal Grande, e che aumenterà mentre davanti a noi passeranno lentamente le facciate di molti degli edifici più belli della storia dell’umanità.
È un senso di appagamento, di fascino, di scoperta, canale dopo canale, di odori, di suoni, di freschezza. Di amore.

Ed è proprio questo amore per la città che ha spinto un colto e ricco avvocato romano a farne la sua seconda casa, a scegliere una splendida dimora sul Canal Grande per poterne godere appieno il fascino e la bellezza. Dalle grandi finestre del secondo piano nobile di Palazzo Corner Spinelli chissà quante volte si sarà soffermato pensieroso a guardare l’acqua, il cielo o le facciate degli edifici circostanti, silenzioso e rapito. Quanto a lungo si sarà fermato a guardare questa città senza tempo, quelle stesse vedute, quelle stesse case, quella stessa acqua che molti pittori hanno fissato sulle loro tele e che volle entrassero nella sua abitazione?

 

Pietro Bellotto (1625-1700), attribuito a Veduta del Canal Grande a Venezia

Pietro Bellotto (1625-1700), attribuito a
Veduta del Canal Grande a Venezia

 

Voleva Venezia, non solo dalle finestre ma appesa in ogni parete della casa. E così chiese a Bernardo Bellotto e a Giovanni Antonio Canal di mostrargli il Canal Grande; a Giacomo Guardi il Ponte di Rialto e la chiesa di Santa Maria della Salute; lo stesso a Michele Maraschi e poi a Bernardino Bison, per vedere se dopo cent’anni qualche cosa fosse cambiato; a Giovanni Richter una veduta del Canal Grande dalla Piazzetta con la punta della Dogana e la chiesa della Salute, e poi ancora una veduta di piazza San Marco. Vedute piene di colore e animate di figure e imbarcazioni, ma silenziose proprio come dalle sue finestre. E poco importa se in alcuni casi i lavori furono affidati alla bottega, era la città che doveva entrare in casa e riempirgli gli occhi.

 

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Adriaen van Utrecht (1599-1652)
Giovane donna al mercato con natura morta di frutti e verdure

 

Ma l’amore per l’arte e la storia non poteva fermarsi a queste splendide vedute, e quindi un’enorme Sala del Doge di quasi cinque metri ci accoglie all’ingresso, mobili veneziani laccati o in noce arredano le sale, un grande stemma nobiliare il legno sovrasta un cinquecentesco stipo francese, grandi maestri della pittura antica sono sparsi ovunque. Partendo dalla piccola tavola trecentesca a fondo oro raffigurante la Madonna col Bambino e Santi di Niccolò di Buonaccorso della camera da letto per arrivare alla grande tela di Sebastiano Conca, posta sul soffitto di una seconda camera, raffigurante il mitologico incontro tra Venere e Marte.

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CASSETTONE LUIGI XV
XVIII secolo
facente parte di una coppia

 

Ma, numerose sono anche le tele fiamminghe; splendida tra tutte una nobildonna che, con un elegante cappello piumato, sceglie frutta e verdura al mercato, capolavoro di Adriaen van Utrecht, o il ritratto di famiglia di Jacob van Oost, o la scena campestre di Joost Cornelisz Droochsloot. E poi ancora interni e scene di genere, vedute con architetture classiche, ritratti di condottieri e dame veneziane, nature morte ispirate a Blas de Ledesma.

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Niccolò di Buonaccorso (1348 ca – 1388 ca)
Madonna in trono col Bambino tra i santi Antonio abate e Caterina

 

Ricca e varia è la scelta all’interno di questa splendida dimora che, ben lungi dal voler essere una casa museo, fu un centro di vita e di incontri.
Ma se il tempo non passa per la città senza tempo, passano gli uomini che l’hanno amata. E così, oggi noi ci troviamo, con orgoglio misto a un velo di tristezza, a disperdere una vita di passioni, nella speranza che ogni dipinto, ogni oggetto e ogni arredo di questa casa possano accendere una nuova fiamma nel cuore del futuro proprietario, portandolo ad amare non solo Venezia ma tutto il bello che la storia ci ha tramandato.

 

Matteo Cambi

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