Un formidabile Fondo Oro di Rossello di Jacopo Franchi
admin 12 ottobre 2016
Dipinti Antichi / Asta 272

Nella prossima asta di Dipinti Antichi, che Cambi proporrà a novembre nella sede genovese di Castello Mackenzie, si avrà la fortuna di poter rivedere un dipinto che da molti anni era celato alla vista di tutti se non a quella del suo attuale proprietario: un fondo oro di Rossello di Jacopo Franchi.
L’artista, nato a Firenze nel 1376, fu uno dei grandi protagonisti della vita culturale fiorentina degli anni trenta e quaranta del XV secolo. Fu lui, dopo una serie di lavori su tavola eseguiti per le chiese fiorentine e toscane, ad affrescare, insieme ad artisti suoi contemporanei, i dodici apostoli nel duomo di Firenze. La committenza non poteva essere migliore e le sue doti gli valsero, qualche anno dopo, la chiamata ad affrescare anche la facciata della Loggia del Bigallo, affacciata sulla stessa piazza del Duomo.

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Fondo Oro di Rossello di Jacopo Franchi

 

La tavola su fondo oro (94×54 cm), che esce da una collezione privata per l’asta di Cambi e che rappresenta la Madonna dell’umiltà, è ben conosciuta dagli specialisti: nel catalogo della fototeca Zeri appare in due foto d’epoca ed è provvista di una documentazione che risale il tempo di almeno tre proprietari.

 

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Villa Quattro Venti, Capri

 

L’ultimo in ordine cronologico fu Carlo De Carlo, personaggio che non ha bisogno di presentazioni: conoscitore autodidatta, collezionista di insuperabile gusto e finissimo antiquario della Firenze del secolo scorso. In precedenza la tavola era documentata nella Collezione Sestieri a Roma, presumibilmente dal 1967, e, prima ancora, era in mano alla collezionista Anita Vedder, figlia dell’eccentrico pittore e letterato statunitense Elihu Vedder.

 

Quest’ultimo, trasferitosi a Roma dagli Stati Uniti una volta divenuto famoso alla fine dell’Ottocento, visse poi sino alla morte nella sua amata Capri, abitando la villa che lui stesso aveva progettato: Villa Quattro Venti (oggi residenza caprese di Christian De Sica). Chissà che il dipinto non facesse già parte della sua collezione…

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Mostra d’Arte Italiana a Palazzo Venezia, 1945

Il fondo oro di Rossello, nel momento in cui era di proprietà della Vedder, fu esposto alla “Mostra d’Arte Italiana a Palazzo Venezia” del 1945 e pubblicato nel relativo catalogo al numero 61.

Questa esposizione, voluta subito dopo la fine della guerra mondiale, voleva riprendere il filo del discorso sulla propensione al bello e far ripartire gli studi scientifici che si erano interrotti in maniera drammatica nei primi anni quaranta.
Oltre a Federico Zeri, già Bernard Berenson aveva in mente la tavola, che era stata opportunamente pubblicata e riprodotta in Italian Pictures of the Renaissance. Florentine School, vol. I, con la giusta attribuzione a Rossello di Jacopo Franchi al numero 540. Allo stesso modo anche il volume di Richard Fremantle, Florentine Gothic Painters, edito nel 1975, riporta la tavola al numero 965.

 

La nostra Madonna è rappresentata nel momento di un dolce abbraccio al figlio, tenuto per il fianco e per un piedino. I due volti si stringono l’uno all’altro, ma, mentre lo sguardo della madre cerca quello del figlio, Gesù bambino guarda lo spettatore, interrogandolo e rendendolo parte della scena. I colori sfumati ma decisi, le figure molto semplici e isolate, così come il loro contrasto con l’oro perfettamente conservato della tavola rendono quest’opera una delle più importanti proposte del pittore apparse sul mercato negli ultimi anni.

Lorenzo Bianchini Massoni

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