5 Top Lot di PoPuP Design
Fabio Noli 1 Aprile 2021
Pierre Jeanneret – Due poltroncine PJ SI 45 A con struttura in legno e seduta in paglia intrecciata.

Pierre Jeanneret, Coppia di comodini mod. PJ R 09 A con struttura in legno.

Pierre Jeanneret – Coppia di comodini mod. PJ R 09 A con struttura in legno.

Il nome diPierre Jeanneret è indissolubilmente legato a quello del celebre cugino Le Corbusier. I comodini in asta (lotto n. 36) fanno parte degli arredi dei locali amministrativi di Chandigarh, la città indiana costruita negli anni ’50 secondo il progetto di Le Corbusier. Jeanneret fu una figura chiave durante la realizzazione di Chandigarh, e il progetto lo coinvolse fino alla sua morte, avvenuta nel 1967. Questa coppia di comodini rappresenta con chiarezza lo stretto rapporto che il designer riuscì a stringere con la comunità indiana locale: forme essenziali e materiali semplici, che uniti insieme riconnettono due estetiche diverse e quasi opposte: quella europea e quella indiana.

In asta ci saranno altri due lotti firmati Pierre Jeanneret, entrambi provenienti dai locali dell’Università del Punjab e dai locali amministrativi a Chandigarh: il lotto n. 34 (Due poltroncine PJ SI 45 A con struttura in legno e seduta in paglia intrecciata. Stima: 10.000 – 15.000 euro) e il lotto n. 35 (Due poltrone mod. PJ-SI-29-A con struttura in legno e seduta in canna intrecciata. Stima: 6.000 – 8.000 euro). La struttura in legno e la seduta in paglia, unite all’incredibile storia della loro realizzazione, rendono questi lotti un’occasione unica per appassionati e intenditori. 

Gio Ponti, Coppia di poltrone mod. 516 con struttura in legno.

Non poteva mancare Gio Ponti, di cui Cambi detiene numerosi record. La casa d’aste, infatti, segna il record mondiale per le aggiudicazioni dell’artista: durante l’asta Casa di Fantasia, esitata in collaborazione con la casa d’aste londinese Phillips, una Coppia di Cassettoni è stata venduta alla notevole cifra di 681.000 euro.  Per questo appuntamento Cambi propone una coppia di poltrone con struttura in legno (lotto n. 51): dal loro raffinato design emerge tutta l’eleganza dell’artista milanese. 
Gio Ponti firma anche un altro lotto, il numero 49: un iconico Set di sedie mod. Leggera con struttura in legno laccato e rivestimento in skai (stima: 1.500 – 2.000 euro). 

Meret Oppenheim, Tavolo mod. Traccia struttura in fusione di bronzo dorato e piano in legno foglia oro.

Durante la giornata verrà battuto un tavolo di bronzo dorato del 1980 firmato Meret Oppenheim, l’inquieta e trasgressiva musa ispiratrice del movimento surrealista, di cui fece parte: un caso isolato in un movimento dominato dalla presenza maschile. Ebbe una vita intensa tanto da affascinare anche Man Ray, che la ritrasse nel 1934 nuda, davanti al torchio. Il lotto in asta rispecchia la vena eccentrica di questa singolare artista: una chicca da non farsi sfuggire. 

BBPR, Poltrona mod. Elettra con struttura in metallo laccato, legno e rivestimento in tessuto

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l prolifico studio milanese è presente in catalogo con una poltrona in metallo, legno e rivestimento in tessuto. Dalla sua fondazione, nel 1932, il gruppo di artisti costituisce uno dei primi e più interessanti casi di sodalizio artistico e culturale. «Qualsiasi progetto fatto in quattro è comunque migliore di quello che avrebbe potuto essere prodotto singolarmente da ciascuno, (…) e non riveleremo mai la singola paternità di un’idea, ogni idea è sempre la nostra idea» erano soliti dire. Ogni pezzo firmato dal collettivo è una testimonianza di un lavoro di squadra perfettamente  organizzato, un pezzo iconico e da collezione.

Napoleone Martinuzzi, Lampada a sospensione con struttura in metallo e vetro di Murano.

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Il primo lotto in catalogo, una Lampada a sospensione firmata Napoleone Martinuzzi e prodotta da Venini nel 1920 circa, merita un posto tra i pezzi più interessanti dell’appuntamento. Scultore, designer e imprenditore, Napoleone Martinuzzi dedicò tutta la sua vita al settore vetraio. La sua maestria colpì anche Gabriele D’Annunzio, per il quale progettò diverse opere dal 1917.  Dopo essere stato direttore del Museo Vetraio di Murano, fondò nel 1921 insieme a Paolo Venini e Francesco Zecchin la “Vetri Soffiati Muranesi & C.” e nel 1932 la “Zecchin-Martinuzzi Vetri Artistici e Mosaici” con Zecchin. Creò meravigliosi artworks in vetro soffiato, maturando un proprio raffinato stile caratteristico: la sua esperienza come scultore regala ai suoi vetri un inconfondibile effetto plastico. Partecipò alle Biennali di Venezia del 1932 e 1934 e alla V Triennale di Milano del 1933. 

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Fabio Noli