«L’evoluzione della civiltà è sinonimo dell’eliminazione dell’ornamento dall’oggetto d’uso» (Adolf Loos, Ornamento e delitto)
Adolf Loos (Brno, 10 dicembre 1870 – Kalksburg, 23 agosto 1933) è stato un architetto austriaco, considerato uno dei pionieri dell’architettura moderna. Egli è stato non solo un anticipatore del lavoro dei maestri del XX secolo come Le Corbusier e Walter Gropius ma un vero e proprio faro nella sua epoca per originalità e per la sua grande autonomia rispetto ai contemporanei.


In particolare, Adolf Loos fu uno dei primi ad argomentare contro l’utilizzo dell’ornamento, individuato come una perdita di tempo e di materiale ma anche come una vera e propria schiavitù che il disegnatore imponeva all’artigiano: la decorazione viene quindi vista come un velo nostalgico che occulta le vere forme della modernità, incarnate dal saper fare pratico.
Cambi Casa d’Aste è onorata di presentare un nucleo di 11 lotti importanti, provenienti dal lascito della pittrice triestina Amalia Glanzmann, fra i quali sono inclusi mobili e oggetti come il raro orologio da terra, disegnati e selezionati da Adolf Loos e utilizzati in alcuni dei suoi più famosi arredi quali quelli per casa Turnovsky, Mandl o Haberfeld. Cambi casa D’aste ringrazia il Dr. Christian Witt-Dörring e l’Albertina Museum di Vienna per la ricerca e l’aiuto nella catalogazione e nella individuazione dei lotti.


Nel panorama del design e dell’architettura moderni, Adolf Loos si distingue per la sua concezione rivoluzionaria dell’oggetto quotidiano. Secondo Loos, la modernità non è una questione di forma, ma di contenuto. Questo principio si traduce in un approccio che privilegia la funzione e il valore intrinseco degli oggetti rispetto alla loro estetica effimera.
Per Loos, la modernità non nasce sul tavolo da disegno, ma attraverso un atteggiamento mentale e culturale. Questo implica un profondo rispetto per le forme esistenti e consolidate, che vengono rivalutate alla luce dei bisogni dell’uomo moderno. Egli riteneva che una soluzione progettuale valida e duratura fosse superiore ai fenomeni passeggeri della moda. Questo pensiero si riflette nella sua convinzione che l’oggetto debba servire al buon funzionamento di una società democratica e moderna, piuttosto che essere uno strumento di prestigio o di esibizione sociale.


Loos sosteneva che ogni classe sociale avesse diritto alla propria forma di espressione. L’oggetto, quindi, diventa un mezzo per esprimere l’ideale di una società democratica. Un esempio chiave è la sua valutazione dell’abbigliamento, ispirata all’ideale del gentiluomo inglese. Per Loos, un capo di abbigliamento è moderno quando è discreto, quando non attira l’attenzione su di sé in un contesto culturale raffinato. Questo principio, applicato alla vita domestica, porta a una concezione radicale: l’abolizione dei mobili come oggetti decorativi. Non è l’oggetto a dominare l’uomo, ma l’uomo a dominare l’oggetto.
Il pensiero di Loos si riflette chiaramente nella sua affermazione: “Posso inventare qualcosa di nuovo ovunque abbia un nuovo compito, quindi in architettura: un edificio per turbine, hangar per dirigibili. Ma una sedia, un tavolo, un armadio? Non ammetterò mai che si debbano cambiare forme collaudate e vissute per secoli solo per soddisfare una voglia di fantasia”.
La visione di Adolf Loos rappresenta un punto di rottura con la concezione ornamentale e transitoria del design. La sua opera invita a riflettere sul rapporto tra uomo e oggetto, spingendo verso una modernità che non è ostentazione, ma sostanza. In un mondo in cui la moda e il consumismo spesso prevalgono, il pensiero di Loos offre un approccio che rimane profondamente attuale: un elogio alla semplicità, alla funzionalità e alla longevità delle cose.



