Gino Sarfatti e ArteLuce
Fabio Noli 14 Ottobre 2020

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Arteluce
Gino Sarfatti
Specchio luminoso mod. 51B con struttura in alluminio laccato e vetro specchiato. Prod. Arteluce, Italia, 1971

Gino Sarfatti nasce a Venezia da padre ebreo e madre cattolica, in una famiglia della ricca borghesia commerciale. Agli inizi degli anni
trenta, lascia gli studi in ingegneria areonautica a Genova per iniziare a operare nel campo dell’illuminazione. Trasferitosi a Milano nel 1935, inizia a realizzare corpi illuminanti e, nel 1939, apre un proprio negozio, cuore della futura Arteluce.

Arteluce

Gino Sarfatti
Lampada da terra mod. 1081A con struttura in metallo laccato, diffusore in alluminio e base in ghisa laccata. Prod. Arteluce, Italia, 1960 ca.

Con l’inizio della guerra, la famiglia e l’attività di produzione sono decentrati vicino a Lecco, quindi, per sfuggire alle persecuzioni razziali, deve espatriare in Svizzera, dove vive in un convento di suore a Neggio, presso Lugano. Una volta terminato il conflitto mondiale l’attività riprende, e questi anni di attività porteranno la definitiva consacrazione del designer con la vincita di due compassi d’oro nel 1954 e 1955, e la medaglia d’oro della XV triennale di Milano nel 1973, anno in cui cede l’azienda, oggi non più operativa.


Gino Sarfatti
Lampada a sospensione mod. 2065G con struttura in ottone e diffusori in perspex.
Prod. Arteluce, Italia, 1950 ca.

Sarfatti, con il suo stile moderno e curioso, è uno di quegli imprenditori-designer che segnano il passaggio dalle produzioni artigianali a quelle industriali e rimarrà a lungo uno dei pochi a fornire al mercato dell’illuminazione creazioni in linea con il rinnovato gusto italiano del dopoguerra.

Arteluce
Gino Sarfatti
Quattro plafoniere con struttura in alluminio laccato e diffusori in vetro opalino.
Prod. Arteluce, Italia, 1960 ca.

Prolifico nella sua produzione, il suo nome è legato a molti modelli entrati nella storia del design italiano e mondiale e che hanno consacrato il marchio Arteluce come uno dei più noti e più apprezzati di quegli
anni: anche grazie a questo ruolo di pioniere che l’Arteluce si ritaglia nel panorama Italiano del design, vengono attivate collaborazioni con alcuni fra i più noti creativi dell’epoca come, tra gli altri, Franco Albini, Ico Parisi e Gianfranco Frattini.

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