Asta di Fotografia – La prima volta di Cambi
Fabio Noli 26 novembre 2018
asta di fotografia
Robert Capa – Picasso – Le masque Japonaise, 1949

 

Chico Schoen ci porta alla scoperta

 del primo catalogo dell’asta di fotografia di Cambi

 

Abbiamo fatto quattro chiacchere con Chico Schoen, esperto del nuovo dipartimento di Fotografia che ci ha raccontato il suo catalogo. Chico è il direttore e fondatore dell’importante galleria genovese Guidi & Schoen, punto di riferimento a Genova per gli appassionati di fotografia e Arte Contemporanea. La volontà di Chico e Cambi è quella di aprire ad un dipartimento che all’estero riscuote sempre più successo, puntando ad un catalogo di grandi fotografi contemporanei e maestri del passato.

“Nel corso degli anni molte opere fotografiche sono state proposte, all’interno degli incanti dedicati all’arte moderna e contemporanea o agli oggetti d’arte. Oggi invece presentiamo per la prima volta un catalogo monografico di più di 200 opere. Il primo per Cambi e il primo anche per me, che sono stato chiamato a collaborare alla sua composizione.
Sfogliandolo nella versione cartacea, al di là della bellezza e importanza di alcuni lotti, viene spontaneo riflettere su come il mezzo fotografico, nei suoi duecento anni di vita, si sia evoluto e ramificato in strade creative molto lontane le une dalle altre. Ciò mi ha portato ad interrogarmi su cosa si intenda oggi per fotografia e chi possa definirsi un fotografo.

 

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Man Ray – Juan Gris, 1922

 

Si può definire fotografo Moholy Nagy con i suoi fotogrammi realizzati senza la macchina fotografica utilizzando una tecnica inventata qualche anno prima da Man Ray (di cui in asta è presente invece un tradizionale ritratto del pittore cubista Juan Gris) e ripresa in Italia da Luigi Veronesi?E come si possono definire le re-photographies dell’artista americano Richard Prince, che costruisce le sue immagini più famose rifotografando le pubblicità degli iconici cow-boys della Marlboro in una raffinata operazione concettuale? Interrogativi sui quali si sono accapigliati per anni esperti e puristi e che fortunatamente il passare del tempo ha reso obsoleti.

 

Richard Prince – Senza titolo (From Cowboys and Cowgirls series)

 

L’epopea Magnum

 

All’interno del catalogo c’è una intera sezione, che abbiamo voluto chiamare l’epopea della MAGNUM, da un’importante collezione privata fiorentina, che ripercorre attraverso gli scatti di alcuni dei fotografi più celebri del novecento la storia del secolo appena concluso. Uno stupendo viaggio che partendo dagli anni della seconda guerra ci racconta la nostra storia recente con i suoi protagonisti più glamour, gli intellettuali, l’evoluzione del costume, le lotte sociali e politiche.

 

Roger Malloch (XX) – USA 1958 Chicago Illinois.

 

Monique Jacot – Maternité de…, 1980

 

Sandro Becchetti – P.P. Pasolini – 1972

 

All’interno di queste immagini si trova il sapore della fotografia più classica, del foto-giornalismo, del ritratto, del fotografo alla caccia dell’attimo fuggente. Nella prima parte del catalogo invece, ci sono le testimonianze dei mille modi che gli artisti hanno trovato per utilizzare il mezzo fotografico adattandolo alle proprie esigenze creative.
Costruzioni digitali di città inesistenti, fotografie di performance o scatti dove quello che conta sono l’idea, il luogo, il tipo di macchina fotografica, la dimensione di stampa, ovvero il processo mentale e creativo. Lo scatto, il clic diventa l’aspetto meno importante, quello che conta è la preparazione: chiunque avrebbe potuto far scattare l’otturatore della Macchina fotografica posizionata sul cavalletto di Andreas Gursky a Taipei.

 

Gursky Andreas – Taipei, 1999

Viene dunque da pensare che il crescente successo sui mercati internazionali ottenuto dalla fotografia negli ultimi vent’anni, sia proprio legato alla libertà, allo sguardo attento e alla mente creativa di chi riesce a costruire immagini potenti e affascinanti, riuscendo a toccare l’intelletto e il cuore di chi le guarda.”

 

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Fabio Noli

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