Asta di Marina
admin 11 ottobre 2016
Arte Marinara e Strumenti Scientifici / Asta 265
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CASCO DA PALOMBARO Italia, inizio XX secolo

 

La Cambi è nata proprio da queste aste marinare che, per tanti anni, hanno identificato la nostra Casa d’Aste e l’hanno fatta conoscere in Italia e all’estero. Ancora prima di essere fondata, dal 1994 al 1997 tre grandi vendite organizzate allora presso la casa d’aste Rubinacci mostravano cataloghi redatti con cura scientifica ed esposizioni piene di fascino.
Per anni, dal 1998 al 2010, le aste marinare sono state per noi appuntamenti costanti: quindici in tutto, che hanno raccolto e disperso migliaia di oggetti. Grandi collezionisti, armatori e clienti internazionali hanno frequentato quelle vendite, che negli ultimi anni tuttavia avevano perso lo smalto dei tempi migliori. Il mercato, in quel momento, si stava saturando e decidemmo di sospendere la regolarità degli appuntamenti.
Ma, un genovese non può resistere troppo a lungo al richiamo del mare; e così la proposta di una prima collezione di arte navale ci spinge a rimettere in calendario una vendita di marina e strumenti scientifici. Come per incanto riaffiorano chiesuole e teste da palombaro, telegrafi di macchina e antichi timoni, cassettoni da marina e polene intagliate, sestanti e cronometri nelle loro fascinose cassette in mogano, telescopi in ottone e strumenti da cartografo, globi terrestri e sfere armillari.
E poi ancora modelli da cantiere dalla raffinatissima esecuzione o velieri votivi, yacht naviganti, diorami, mezzi scafi. Improvvisamente ci troviamo immersi in oggetti che fanno riaffiorare ricordi di gioventù. Le pareti delle sale espositive iniziano a riempirsi di ritratti di piroscafi e velieri, vedute di porti e gouache napoletane, i brigantini di Domenico Gavarrone e gli Steam Yacht di Antonio de Simone, i vascelli inglesi in navigazione al largo delle coste di Dover.

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MEZZO MODELLO DI PIROSCAFO, fine del XIX secolo

 

La proposta è ricca, oltre cinquecento lotti che, oltre l’arte marinara, propongono una interessantissima sezione di strumenti scientifici dal XVIII all’inizio del XX secolo.
L’appuntamento è fissato per martedì 18 ottobre nelle sale di Castello Mackenzie. Giriamo la clessidra e con ansia attendiamo l’inizio dell’asta, fiduciosi di rivedere vecchi clienti mai dimenticati e nuovi appassionati che facciano rinascere le prossime collezioni marinare del XXI secolo.

Marcello Cambi

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INTERVISTA

Marcello Cambi

Cosa ci può dire sui suoi rapporti e la sua amicizia con Mr Langford?
Devo dire che la premessa fondamentale è che esperienze simili portano le persone a incontrarsi e a creare legami forti. La mia storia di vita è molto simile alla sua, anche per questo forse si è cementata un’amicizia così duratura.

Come è nata la passione per l’arte marinara e l’incontro con lui?
Anche in Italia come in Inghilterra il mondo dell’arte marinara era in divenire. Un mercato nuovo, tanta richiesta e pochissima offerta.
Genova come Londra è stata da sempre una capitale della nautica: dai mercanti medioevali, al trionfo della caracca nella flotta del XVI secolo, una delle più grandi d’Europa, fino ad arrivare ai grandi armatori dell’Ottocento e, non ultimi, i transatlantici dei cantieri come Ansaldo negli anni trenta.
Se devo ritornare ai primi ricordi che ho del mio incontro con lui, rammento nitidamente il grande negozio con gli affascinanti modelli da cantiere, repliche perfette che meriterebbero spazio nei musei per la loro qualità esecutiva. La prima persona che vidi forse fu sua madre, ancora attiva dietro una scrivania collocata su di una pedana per permetterle di osservare e controllare tutto dall’alto; persona tenace, credo sia vissuta più di cento anni.

Com’è iniziata la vostra esperienza nel campo?
Tutto iniziò da un altra grande amicizia: Ray Hodgson, intimo amico della nostra famiglia da più di venti anni, fedele compagno di tante mostre e mercati quando ero in proprio come antiquario, anche lui appassionato di arte marinara; fu lui a mettermi in contatto con Laurence, loro erano già in ottimi rapporti.
L’esigenza era quella di realizzare una mostra di alto livello nella Galleria Rotta di via XX Settembre, avevamo bisogno di qualche grande modello e lui era la persona adatta. Quando poi iniziammo a proporre aste marinare, fu sempre presente affidandoci per la vendita modelli di ogni foggia e misura, dipinti, oggettistica e arredi.

Cosa comprendono le vostre aste marinare?
L’Asta Marinara comprende arredi, strumenti, ex voto, diorami, modelli di navi e di cantiere, ritratti di velieri e piroscafi. Per l’Italia si tratta di un’asta unica nel suo genere e si pone ai vertici internazionali per la ricchezza, la varietà e la rarità degli oggetti proposti. Sono comprese attrezzature e arredi di bordo quali timoni, fanali, chiesuole, telegrafie e mobili, oltre a porcellane e documenti relativi a transatlantici italiani e navi di compagnie straniere.

BIOGRAFIA

Laurence Langford

 

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Sono cresciuto nel mondo dell’antiquariato fin da bambino; mio padre aprì un negozio a Newbury negli anni trenta, commerciava in oggetti di metallo, oro, argento, rame e ottone. Mi ricordo, quando avevo circa dieci anni, lucidare questi metalli per una misera paghetta quando avrei preferito essere fuori con gli amici. A quell’epoca vivevamo in circostanze difficili sopra il negozio, e in inverno si rabbrividiva e soffocava attorno a una stufa improvvisata; fu quasi un sollievo quando venni chiamato durante la Seconda guerra mondiale per il Servizio Nazionale nelle miniere di carbone e poi nell’esercito.

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MODELLO DELLA FREGATA LE HEROS dei prigionieri di guerra francesi inizio XIX secolo

 

Dopo il congedo sono emigrato in America; ci vorrebbe un intero libro per raccontare alcune delle avventure che ho vissuto. Di ritorno dagli Stati Uniti, ho aperto un negozio di antiquariato vicino alle porte del Castello di Windsor e dopo un paio di anni sono entrato nell’attività di argentieri della mia famiglia, con mia madre, mio fratello e uno zio.

Non ricordo in quale anno mio fratello e lo zio decisero di avviare un’attività in proprio, così liquidai la loro parte e, quando mia madre si ritirò, venni affiancato da mia moglie Janey a fare tutto il lavoro pesante.

Quando ancora era in affari, mio fratello acquistò una Galleria di grandi dimensioni da un produttore d’argento in fallimento; per riempirla, cominciai così a comprare oggetti di grandi dimensioni, tra cui alcuni modelli di navi lunghi anche tre metri. Modelli che si vendevano bene e velocemente, e questo mi lanciò nel vasto mondo degli oggetti marinari. La Galleria è stata chiusa nel 2006, ma grazie a un deposito e al sito web riusciamo ancora oggi a continuare le transazioni, anche se in modo più limitato.

Ed è proprio nella mia Galleria che ho incontrato Marcello Cambi. Quando questo sia accaduto si perde nella notte dei tempi! Lo considero un genio energico che, a dispetto di tutte le sue attività, trova il tempo per la famiglia e gli amici. Gli ho affidato degli oggetti per le sue prime aste, quelle che hanno contribuito a farlo iniziare, ma devo dire che è stato un bene anche per me.

È così che tutte le operazioni commerciali dovrebbero essere, e siamo rimasti buoni amici da allora. In questo periodo buon antiquariato e commercio di opere d’arte stanno rinascendo, perché sempre più persone desiderano investire i loro soldi in oggetti di cui possano godere.

 

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