Cambi Casa d’Aste rinnova l’appuntamento con Fine Asian Works of Art, la vendita dedicata all’arte del continente asiatico che si terrà martedì 14 luglio 2026 nella sede milanese di Via San Marco 22. L’asta sarà articolata in due tornate, alle ore 9.30 (lotti 1-252) e alle ore 14.30 (lotti 253-532), proponendo oltre cinquecento opere accuratamente selezionate provenienti da importanti collezioni private.
L’asta accompagna collezionisti e appassionati in un affascinante percorso attraverso le grandi tradizioni artistiche dell’Asia, con opere provenienti da Cina, Giappone, India e Sud-est asiatico. Il catalogo riunisce una raffinata selezione di ceramiche, bronzi rituali, sculture, dipinti, arredi e oggetti decorativi che raccontano secoli di storia, spiritualità e straordinaria maestria artigianale.
Dario Mottola, direttore del dipartimento, presenta alcuni degli oggetti in asta di maggiore rilievo:
“Nell’asta del 14 luglio presenteremo diversi oggetti e mobili di grande importanza.
Partiamo con un paravento Coromandel. Coromandel è una località nel sud dell’India da cui questi paraventi venivano spediti in Europa. La tecnica utilizzata è quella dell’incisione della lacca e i soggetti raffigurati sono quasi sempre molto simili: scene di corte oppure scene di carattere naturalistico.
Questi paraventi venivano realizzati per la Corte Imperiale e per le grandi famiglie nobiliari europee. Noi ne presentiamo un magnifico esemplare, in ottimo stato di conservazione, composto da otto pannelli.
Presenteremo inoltre un altar table, un tavolo da cerimonia in lacca rossa finemente incisa. Si tratta di un mobile molto raro. Sebbene sia databile alla metà del Ottocento, riprende un gusto imperiale molto più antico. Questa tipologia di lavorazione risale infatti al XV secolo, se non addirittura a epoche precedenti. La decorazione presenta motivi geometrici e draghi che si sviluppano lungo tutta la fascia del mobile.
Avremo anche tre pannelli ricamati in seta con riserve raffiguranti paesaggi. Anch’essi risalgono circa alla metà del Settecento e riflettono il gusto della corte imperiale. Ogni pannello reca iscrizioni riferite alla scena rappresentata, con versi poetici e testi celebrativi.
In questa vendita sarà presente anche un oggetto davvero particolare, destinato a diventare un autentico oggetto del desiderio. Si tratta di una coppa recante il marchio dell’imperatore Chenghua.
L’imperatore Chenghua visse nella prima metà del Quattrocento e, durante il suo regno, la produzione di questi oggetti fu estremamente limitata. Oggi se ne conoscono circa quaranta esemplari in tutto il mondo. Sono conservati in importanti istituzioni museali, tra cui il Metropolitan Museum of Art, il Palazzo imperiale di Taiwan, la Percival David Foundation e il British Museum. Non risultano invece esemplari nel Palazzo Imperiale di Pechino.
Per questo motivo, ogni nuovo ritrovamento rappresenta un evento eccezionale. È un po’ come scoprire un disegno di Leonardo o un’opera di Michelangelo: un oggetto di questo livello dovrebbe avere una provenienza ben documentata. In questo caso la storia è purtroppo molto recente, e questo rappresenta il suo unico limite. Tuttavia riteniamo che possa essere autentico e appartenere a quel rarissimo gruppo di esemplari conosciuti.”
Hava Martinez, specialista junior di arte orientale, ci racconta la storia di uno dei lotti di maggiore valore:
“Oggi siamo estremamente orgogliosi di presentarvi questa straordinaria scultura di Shiva Nataraja in oro a 24 carati.
La scultura raffigura Shiva nella sua iconica danza cosmica, mentre si erge con grazia su un piedistallo finemente lavorato. L’eleganza del movimento delle sue braccia e i raffinati dettagli della corona sono magnificamente esaltati dalla brillantezza dell’oro puro, mettendo in risalto sia l’eccezionale maestria esecutiva dell’opera sia lo splendore dell’epoca in cui fu realizzata.
In qualità di Signore della Danza, Shiva incarna il perfetto equilibrio tra creazione e distruzione, esprimendo il ritmo eterno dell’universo in perfetta armonia. Databile alla fine del XVIII secolo, questa scultura rappresenta uno straordinario esempio della metallurgia artistica indiana del periodo.
Sebbene esistano numerose raffigurazioni di Shiva Nataraja in bronzo, un esemplare realizzato in oro massiccio a 24 carati costituisce una rarità assoluta. Senza alcun dubbio, si tratta di un’opera di qualità museale, capace di riflettere tanto il profondo significato spirituale di Shiva quanto lo straordinario splendore materiale della sua epoca.”




