Gaetano Pesce è stato uno dei più grandi artisti e designer poliedrici italiani; in particolare, esponente del design radicale. Newyorkese di adozione, ha provocato e rivoluzionato il mondo del progetto. Da sempre impegnato socialmente, Gaetano Pesce ha dato voce attraverso le sue opere a numerose tematiche. Il suo stile non convenzionale e irriverente lascia oggi un’impronta indelebile nel mondo del Design.
Ritratto di Gaetano Pesce, Courtesy Photo of Vogue
Nato a La Spezia l’8 novembre del 1939, studi a Venezia, anche se viveva New York dal 1983, ha sempre mantenuto stretti legami di lavoro e di affetti in Italia, cui comunque non risparmiava critiche, inasprite dal dispiacere di essersene dovuto andare: rappresentativa è la sua scultura L’Italia in croce, in cui la penisola è raffigurata crocifissa e sanguinante.
Tavolo mod. 350 Sansonedue, Prod. Cassina, Italia, 1987 (dai passati cataloghi Cambi)
Studiò architettura allo IUAV di Venezia, dove nello stesso periodo insegnavano personalità come Carlo Scarpa e Ernesto Nathan Rogers. Frequentò poi l’Istituto di disegno industriale di Venezia. Nel 1959 entrò a far parte del Gruppo EnneA, sorto a Padova. Assieme a lui partecipavano altri 9 artisti, per la maggior parte studenti della facoltà di architettura di Venezia: Tino Bertoldo, Alberto Biasi, Tolo Custoza, Sara Ivanoff, Bruno Limena, Manfredo Massironi, Milla Muffato e Gianfilippo Pecchini. Il gruppo si scioglierà l’anno seguente[1]. Nel 1972 Pesce partecipò alla mostra presso il Museum of Modern Art di New York: “Italy: The New Domestic Landscape”.
Sei sedie mod. 543 Broadway, Prod. Bernini, Italia, 1993 (dai passati cataloghi Cambi)
A New York ha dato vita alla società Fish Design. Nel 1996 gli fu dedicata una retrospettiva al Centre Georges Pompidou, ma le sue opere furono esposte anche presso altri grandi musei del mondo, tra cui il Museum of Modern Art, il Metropolitan Museum of Art di New York e il Victoria and Albert Museum di Londra.
Poltrona UP5 di B&B, Courtesy Photo of Klaus Zaugg
Nel 1962 intraprese la carriera di designer collaborando con l’azienda C&B (ora B&B Italia) alla realizzazione della Serie UP, una serie di sette modelli di poltrone in schiuma poliuretanica che diventano subito una delle icone del design industriale italiano. La più celebre è la UP5 che riprende le forme delle statue votive delle dee della fertilità per dare vita a un vero e proprio manifesto di espressione politica sulla condizione femminile: la società della fine degli anni sessanta non è pronta a riconoscere alle donne le loro numerose capacità e le relega ai margini del panorama politico e sociale. Ben dopo l’anno 2000 Pesce, parlando del concetto di questa sua creazione, sosterrà quanto il tema sia ancora attuale in certi paesi del mondo. Nel 2000 la B&B Italia decise di riproporre in chiave moderna l’intera serie di poltrone.
Poltrona UP5 di B&B, Courtesy Photo of Tommaso Sartori
Tra le sue opere da ricordare, la lampada Moloch per Bracciodiferro, il tavolo Sansone e la serie di sedie Dalila per Cassina, i Feltri sempre per Cassina, il divano Michetta per Meritalia. Nel 2010 creò per Cassina Sessantuna, un’opera composta da sessantuno tavoli che, riuniti insieme, formano la figura del caratteristico stivale, per celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia.
Gaetano Pesce con l’opera L’Italia in croce , Courtesy Photo of Domus
L’attività principale di Gaetano Pesce, oltre che la progettazione, fu la scultura, sebbene l’artista ligure durante la sua carriera avesse unito spesso queste due discipline. Esordì infatti con opere scultoree e si limitò a quest’arte per i primi anni, ma la scultura accompagnò l’artista per tutta la sua carriera. Una delle sue ultime opere infatti fu L’Italia in croce, un’opera provocatoria che critica l’attuale situazione del paese: la scultura consiste in un crocifisso al quale è appesa una sagoma sanguinante che riprende i confini della penisola italica. L’Italia, che nella scultura di Pesce richiama l’iconografia della Crocifissione, come Cristo ha la speranza di risorgere.
Lampada scultorea mod. Osso, Prod. Atelier Gaetano Pesce, Italia, 1986 (dai passati cataloghi Cambi)
Pur avendo conservato lo storico studio sulla Broadway, Gaetano Pesce da tempo si era trasferito a Navy Yards. L’area portuale di Brooklyn rilanciata come polo per start up e laboratori creativi perchè per le sue opere, spesso di grandi dimensioni o addirittura enormi, aveva bisogno di spazio. E quando si entrava nel suo magazzino, era una Wunderkammer di stupefacenti e multicolori creazioni: armadi, librerie, divani.
Scultura Piede della serie UP7, Prod. B&B Italia, 1969 (dai passati cataloghi Cambi)
Gaetano Pesce ha sempre dato grande attenzione ai giovani e lo scorso anno aveva partecipato al SaloneSatellite, dove i designer emergenti provano a mettersi in mostra, per raccontare la sua storia e per dispensare i suoi consigli. Era molto atteso anche quest’anno e l’università Iulm di Milano gli avrebbe conferito la Medaglia d’oro per l’innovazione della sua opera.


Sedie della serie Nobody’s perfect. Prod. Zerodisegno, Italia, 2002 e 2003 (dai passati cataloghi Cambi)







