L’asta live semestrale più importante del dipartimento numero uno di Cambi Casa d’Aste torna con il Design d’autore più pregiato. Un’accurata selezione di rari ed inediti elementi e oggetti d’arredo, illuminazione, capolavori firmati dai più noti maestri del design italiano e internazionale.
Protagonista assoluto dell’asta e copertina di catalogo, è il lotto 33, una rara sedia di Carlo Mollino realizzata per la Galleria della Casa Editrice Lattes di Torino. Questa straordinaria opera, datata 1951, presenta una struttura in compensato di legno di noce curvato e lucidato, tessuto tecnico in resinflex e dettagli metallici in ottone. Di questa sedia esistono solo quattro esemplari, con numero di archiviazione presso il Museo Casa Mollino: CM 323-4. Questa sedia non è solo un esempio di alta maestria artigianale, ma anche un pezzo storico che incarna l’innovazione e l’eleganza del design italiano del dopoguerra (Stima: € 80.000,00 – 120.000,00).
Fulvio Ferrari del Museo Casa Mollino di Torino ci racconta la storia di questa iconica seduta:
“Carlo Mollino. Sedia per Casa Editrice Lattes, Torino, 1951. Compensato Curvato. Giunti in ottone lucido. Tessuto tecnico Resinflex.
Torino, Giugno 2024. Quello che scorre alle mie spalle è lo scenario dell’Arte di oggi. Quello verace, quello che vediamo dalla nostra auto ferma ai semafori.
Allora, andiamo nel mondo per cui è stata disegnata questa sedia. Un mondo di libri, vivace, pieno di visione e di futuro. Eccola, la carta stampata. Un intrico di macchine colossali e raffinatissime che imprimono indelebilmente la storia dell’uomo racchiusa nei libri che stanno nelle nostre case. Mario Lattes fa della sua professione una cerimonia e chiede a Carlo mollino nel 1951 la costruzione di una modernissima cattedrale che ospiterà gli uffici, la redazione e una galleria d’arte per realizzare una vita al più alto livello possibile.
Mollino è galvanizzato dalla visione di Mario Lattes e realizza, anche con la complessata tecnica del compensato curvato, mobili di assoluta avanguardia tecnica. Sono talmente avanzati che ci paiano ancora oggi contemporanei. Tutto è progettato. Dalla grande porta di ingresso con struttura in vetro e maniglie scultoree in ceramica, alla inedita gronda luminosa, fino ai dettagli degli appendiabiti.
Ancora oggi, la Lattes conserva i progetti originali, tra cui quelli in cui Mollino dettaglia ogni elemento strutturale della sedia e con sorpresa troviamo persino la fattura del 1951 che ci informa che una sedia costava come lo stipendio mensile di un impiegato. Per rendere l’idea, è come se oggi arredassimo l’ufficio di un’azienda con sedie da 2.000 euro l’una.
I migliori artigiani di Torino, città artigiana per eccellenza, realizzano i componenti metallici che vengono torniti a uno a uno. Si realizza il compensato curvato che vediamo qui nella sua successione di sottili strati alterni, composti incrociando la direzione delle fibre, incollate con colla a caldo.
Le curve in genere – è noto – affascinano Mollino. Disegna, sia per il mondo dello sci, che per quello della acrobazia aerea e persino per quello delle auto da competizione, mondi di curve meravigliose.
Nella sua moderna cattedrale, Mario Lattes, editore che colleziona Max Ernst, Balthus, De Chirico, Morandi, scrive, inventa riviste d’arte, a cui collabora anche Mollino. E per non annoiarsi, dipinge, arrivando a partecipare alla Biennale di Venezia del ’58.
Ma abbiamo dimenticato la nostra Stefania Fersini! Dov’è? Ci hai portato la sedia sulla piattaforma girevole che ci permette di vedere ogni dettaglio. Che destino dare a questo oggetto così prezioso? Il migliore possibile. In modo che le storie dell’uomo rimangano e ci consolino un po’ nella nostra sempre più complicata esistenza.”



