La storia della Scienza e della Tecnologia Industriale nell’Antiquariato
admin 11 ottobre 2016
Arte Marinara e Strumenti Scientifici / Asta 265

Nell’ambito delle curiosità storiche che, dagli anni sessanta, il mondo antiquario ha proposto, molti sono gli argomenti che la società moderna ha potuto prendere in considerazione. Differenziandosi da quelli più scontati del mobile, della pittura, della scultura e della ceramica, ci sono stati motivi occasionali, dagli anni cinquanta in poi, di focalizzare l’attenzione su temi che a prima vista non destavano curiosità né sollecitazioni d’acquisto. Alcuni sono stati rintracciati nel mondo antiquario, a livello commerciale, in circostanze fortuite e del tutto occasionali; fra questi, gli oggetti dell’archeologia industriale.

La radio, la fotografia, la registrazione sonora, come anche le macchine parlanti, erano tutti materiali presentati senza alcuna regola né conoscenza di quello che di tanto in tanto si ritrovava tra i grandi blocchi di manufatti antichi, in genere provenienti da sgomberi di palazzi o ville. E, gli antiquari con la “A” maiuscola trattavano l’archeologia industriale come elemento di disturbo nel mondo degli oggetti storici più comunemente diffusi.

L’inserimento ufficiale nel campo antiquario dei manufatti dell’archeologia industriale ha dovuto attendere fino agli anni ottanta, quando cominciarono a costituirsi le prime “collezioni particolari”: di radio e derivate, come la telefonia, la televisione, il cinema (inteso come macchine da ripresa e da proiezione), e altro ancora.
Queste proposte collezionistiche sono state, per alcuni, la premessa per passare a tematiche più antiche, sulla storia della scienza in generale: la fisica dell’Ottocento e oltre, la storia più arcaica degli strumenti scientifici o quella dei costruttori, che si identificavano nella città e nelle licenze che il Signore (o il Papa a Roma) fornivano agli artigiani locali.

 

Comincia così a sentirsi l’esigenza di una conoscenza sempre più approfondita, ricercando materiale di contorno al tema della strumentaria storica: negli anni ottanta-novanta, stampe, libri, dipinti diverranno infatti elementi basilari all’interno delle nascenti collezioni di strumenti scientifici antichi.
Le proposte commerciali, dai mercati di piazza passando per i negozi di antiquariato, approdarono poi anche al mondo delle aste. Assieme a oggetti e suppellettili della Marina, a partire dalla metà degli anni ottanta vennero, ad esempio, proposti pure gli strumenti di navigazione: il sestante (o il più antico ottante), il quadrante, l’astrolabio, la bussola e la clessidra (orologio a sabbia per la determinazione della latitudine). Strumenti offerti assieme agli oggetti usati dai marinai nelle epoche antiche, o che gli stessi producevano nei tempi morti della navigazione. Basti pensare alle barchette all’interno delle bottiglie o ai denti di avorio dei grandi pesci predatori, incisi con semplici coltelli con decorazioni o figure rappresentative di storie vissute.

 

Le case d’asta cominciarono a organizzare vere e proprie vendite di strumenti scientifici antichi, rivolte perlopiù a un pubblico selezionato ma che, dal punto di vista numerico, giustificava lo sforzo impiegato. Molti i collezionisti, che sceglievano il tema specifico di proprio interesse, che si differenziava non solo in funzione all’uso e all’appartenenza degli oggetti – nella geodesia, nell’astronomia, nella misura, come nel calcolo – ma anche per i materiali utilizzati e le botteghe di provenienza.
E così, dal Duemila, le case d’asta e il mondo dell’antiquariato hanno preso in seria considerazione le diverse branche della storia della scienza, presentando nei propri cataloghi i pezzi rari per ogni settore.

 

La Cambi ha iniziato precocemente a proporre in asta strumenti scientifici, poiché sin dagli anni novanta organizzava aste sulla Marina, che includevano casualmente anche strumenti scientifici di uso marinaro. La prima asta esclusivamente riservata agli Strumenti Scientifici ebbe luogo l’8 novembre 1999: oltre 300 strumenti antichi che coprivano i diversi settori della fisica e si estendevano alle singole tematiche. Vennero proposti pezzi così singolari che furono contesi dai più grandi musei del mondo scientifico, nonché dai collezionisti italiani e non. Il risultato fu del tutto inaspettato; io, che presi parte attivamente all’organizzazione, ebbi modo di incontrare nella giornata di battuta moltissimi studiosi e collezionisti che parteciparono direttamente allo svolgersi delle varie proposte. Fu un vero successo per la novità della proposta, ma fu soprattutto un grande successo per la Casa d’Aste, che volle rischiare questa nuova esperienza.
Da quel momento continuarono saltuariamente alcune aste, sempre sulla Marina; bisognerà aspettare il 2006, quando la stessa Cambi organizzò a Genova la seconda grande asta di Strumenti Scientifici Antichi.

 

Questa volta il tema fu molto più vasto. Accanto a una piccola sezione di strumenti per la fisica, vennero proposte, infatti, diverse tematiche della scienza antica: ottica, globografia, astronomia, gnomonica, geodesia, misura, ecc. ecc., per un totale di oltre 300 lotti, alcuni dei quali rarissimi. Il risultato fu, anche in questo caso, clamoroso per il grande interesse suscitato nel mondo collezionistico italiano e straniero.
Da allora non sono mancate altre proposte; oggi la Cambi Casa d’Aste si ripresenta con un nuovo catalogo combinato tra Marina e Strumenti Scientifici per mantenere quel sano rapporto con gli appassionati e la clientela che, da tutto il mondo, attendono proposte scientifiche di questo tipo.
Onore quindi alla Cambi che si fa promotrice, anche a livello internazionale, di materiale storico scientifico in un momento in cui le grandi aste internazionali hanno pressoché tralasciato, da anni, questo settore di alta specializzazione antiquaria.

Da sinistra:

T.F. Cooper, CRONOMETRO DA MARINA A 56 ORE DI CARICA, Londra, XIX secolo

PLANETARIO COPERNICANO, Paravia, Italia, 1870 circa, metallo e carta stampata

SESTANTE, marcato nel cartiglio all’interno  della custodia: “Dante Goldstaub”, Inghilterra o Italia, prima metà XIX secolo

PLANETARIO COMPRENDENTE TERRA, LUNA, MERCURIO, VENERE E MARTE, inizi XX secolo, base in bronzo fuso

 

Prof. Fausto Casi

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