Tommy, la voce della Pittura
Fabio Noli 2 Aprile 2020

Tiziano Panconi, storico dell’Arte e direttore scientifico del dipartimento di pittura dell XIX-XX secolo di Cambi, riflette sul linguaggio e sull’estetica nell’opera di un artista ribelle.

 

 

Tommaso Nicoletti – Gigante di Ferro, 2019

 

Per l’asta “Out of the ordinary” ho scelto sette opere di Tommy nelle quali fosse più presente un’unità di linguaggio. Sono espressioni pittoriche e al contempo osservazioni estetiche estremamente grafiche, drasticamente espoliate di tutto ciò che non risulta fruibile e vantaggioso alla sua urgente e immediatissima narrazione interiore. Totalizzanti semplificazioni di ciò che vede, filtrate da una speciale cultura adolescenziale, dalle persistenti implicazioni emotive che per certi versi ne amplificano la capacità di analisi e assimilazione psicologica, offrendoci un punto di vista originalissimo, il suo!

In un giuoco articolato, eccitato e per ciò eccitante, di modernissime sottrazioni e citazioni infantili, con espliciti rimandi alla cultura cartoonistica nostrana e disneyana novecentesca, Tommy mette in chiaro la struttura intima e portante delle figure fantastiche che rappresenta.

 

 

Tommaso Nicoletti – Uva, 2019

 

 

Dipinti come profonde registrazioni visive, non di quanto visualizza otticamente ma di ciò che scava nel proprio “Io” – di uno stato emotivo ambientale – capaci, attraverso un sismografo calato nell’abisso della sua anima celeste di eterno bambino, di avvertire e vacillare di fronte a qualsiasi impercettibile scossa emozionale e perciò costretto a rifugiarsi nei rassicuranti perimetri delle sue marcate forme monolitiche. Il mondo magico immaginato da Tommy vive nella riscossa dei valori etici della famiglia che egli impone quale istintiva contrapposizione alla “scienza” perversa del dialogare fluente, del chiasso sguaiato delle parole affastellate e sovrapposte, allusive, dette in libertà, sottovoce o per caso che rimbombano insaziabili e ingombranti fra le fitte nebbie della sua memoria disordinata e concisa, della sua intelligenza che sente inadeguata, sottintesi capaci di scuotere, annichilire e zittire per sempre il gigante muto.

 

 

Tommaso Nicoletti – La Barca, 2019

 

 

Tommaso Nicoletti – Cammello, 2019

 

La sua voce è pittorica, cadenzata da urla strazianti che rimbalzano sottotraccia incessantemente soffocate, eppure vigorosamente condotte dal pennello da una parte all’altra della superficie dipinta, graffiata da uno spasimo pudico, addomesticato, abituato a non mettersi mai completamente a nudo.Egli è interamente compreso nel censimento ripetitivo e maniacale delle sue intime certezze: “Mamma e papà” riproduce la coscienza ancestrale della realizzazione dello scopo spirituale della vita. Sono loro le stelle polari di uno spazio dilatato fino all’infinito, gli interpreti unici, diversi e sempre uguali, del suo melodramma umano e espressivo.

 

Tommaso Nicoletti – Elefante Azzurro, 2019

 

“La barca” o “Il Cammello” sono evocazioni di una realtà prefigurata e immutabile, lo specchio immoto di un’anima sospesa fra la vita e la morte, nella quale infine esplode, rigenerante e epica, la sua travolgente passione.

“L’elefante” è forse la figura più iconica del suo repertorio di immagini, presentando un conio estremamente originale, “semplicemente complesso”, dal quale prende idealmente inizio il suo insolito viaggio dell’arte, contrassegnato da una cifra espressiva straordinariamente matura e peculiare, registrata su accordi profondi e commoventi che fanno di Tommy un artista disuguale, scomodo e per questo promettente!

 

Tiziano Panconi

 

 

Tutte le opere di Tommaso Nicoletti sono presenti nel catalogo Out of the Ordinary di Cambi, ed il ricavato andrà a sostenere la costruzione di un atelier artistico a Roma per Tommy ed altri artisti ribelli. Scopri di più su cambiaste.com

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