Un eccezionale Vaso Tianqiuping in porcellana a smalti Doucai
Fabio Noli 31 Dicembre 2019

 

Una straordinaria e rarissima opera del periodo Qianlong andrà in Asta il 22 gennaio

 

 

 

 

Questo raro e magnifico vaso rappresenta un incredibile esempio della produzione imperiale di porcellane durante il Settecento, considerato il secolo d’oro dell’Impero Celeste, e in particolare del regno dell’imperatore Qianlong (1736-1796). Sovrano guerriero e illuminato, Qianlong ebbe un ruolo essenziale nello sviluppo e nella valorizzazione della cultura cinese, promuovendola non solo da un punto di vista letterario, come dimostra la creazione della Biblioteca Completa dei Quattro Tesori, una grande antologia che aveva lo scopo di raccogliere tutte le opere scritte fino a quel momento in lingua cinese, ma anche da un punto di vista artistico. Egli fu infatti un grande mecenate e la produzione di porcellane durante la prima parte del suo regno raggiunse i massimi livelli sotto il profilo qualitativo, grazie ai numerosi miglioramenti apportati da T’ang Ying, direttore della fabbrica imperiale, sotto il quale “l’impasto dei pezzi era bianco, ricco e compatto, la struttura, spessa o sottile, era luminosa e lucida; e la porcellana imperiale raggiunse in questo periodo la sua perfezione”. Ne è prova questo eccezionale vaso che, in virtù delle grandi dimensioni e del fitto decoro realizzato a smalti Doucai, rappresenta appieno la ricchezza e la magnificenza della produzione imperiale di porcellane di quel periodo. La forma Tianqiuping, conosciuta anche come “heavenly globe vase”, risulta caratterizzata da una forte connotazione simbolica, in quanto il corpo globulare su cui si innesta il collo cilindrico, richiama la forma del cerchio che, secondo l’iconografia cinese, rappresenterebbe il cielo, in contrasto con il quadrato, che simboleggerebbe invece la terra.

 

 

 

 

Utilizzata a partire dalla Dinastia Ming intorno al XV secolo, questa forma ebbe la sua maggiore diffusione durante il Settecento all’interno della produzione di porcellane legata direttamente alla committenza imperiale, come testimoniano gli esemplari prodotti in epoca Yongzheng (1723-1735), realizzati principalmente con smalti nei toni della Famiglia Rosa  e nei toni del blu. La rarità  ed eccezionalità  di questo vaso risiede infatti proprio nella decorazione a smalti Doucai, una tecnica costosa e di difficile esecuzione, soprattutto se applicata su una così ampia superficie. L’artista infatti, oltre a dover prestare grande attenzione durante la fase di cottura in modo tale che il vaso mantenesse invariata la peculiare forma globulare senza deformarsi o subire cedimenti a causa del suo stesso peso, doveva dedicarsi con perizia all’applicazione dello smalto che avveniva in più fasi a seconda dei diversi tempi e temperature di cottura di ogni singolo colore. Il primo ed essenziale passaggio, durante il quale non bisognava commettere alcun errore, consisteva nell’applicazione direttamente sull’argilla fresca di un colore blu cobalto, successivamente ricoperto da uno strato di smalto e cotto ad alte temperature, che doveva fungere da base alla stesura degli altri colori. Il resto della decorazione veniva poi realizzata dall’artista applicando i vari colori dopo che lo strato di smalto di base era raffreddato, seguendo le linee guida tracciate in blu cobalto, e sottoponendo infine il vaso a una ulteriore fase di cottura a temperature meno elevate. Le grandi dimensioni di questo straordinario vaso hanno permesso al decoratore di spaziare su di un’ampia superficie, sfruttata appieno per realizzare una decorazione raffinata e di grande qualità.

 

 

 

 

Il corpo globulare accoglie una serie di medaglioni di forma circolare con decori vegetali che si diramano da un fiore di loto centrale, intervallati tra loro da fitti ramage con elementi che richiamano la forma del Ruyi. Il campo centrale risulta racchiuso tra un decoro a foggia di petali di fiore di loto stilizzati, che corre in corrispondenza del bordo inferiore in prossimità  del piede, e una serie di riserve a forma di quadrifoglio, poste lungo la parte superiore del corpo globulare, che accolgono soggetti floreali e dalle quali discendono motivi a foggia di teste di Ruyi. Sulla spalla del vaso si trova una fascia con motivi arcaici stilizzati, sulla quale si innesta una decorazione a lance che si estende lungo la prima parte del collo, per lasciare poi spazio ad una fascia decorata nuovamente con motivi floreali a medaglione intervallati da racemi. Lungo il bordo superiore del vaso corre infine un doppio ordine di motivi decorativi a greca e a teste di Ruyi. Elemento ricorrente all’interno della decorazione di questo eccezionale esemplare é il richiamo alla forma del Ruyi, scettro simbolo del potere e che, con le sue estremità  tondeggianti, richiama la forma del Linghzi, il fungo sacro che secondo la cultura cinese simboleggiava longevità  e donava immortalità . Questo vaso di unica bellezza deve essere probabilmente ascritto alla produzione di porcellane imperiali realizzata all’inizio del regno del sovrano Qianlong, come suggerirebbero la delicatezza e l’uso del colore, tipica degli esemplari prodotti durante il regno del suo predecessore Yongzheng, e il marchio a sigillo sotto smalto a sei caratteri in blu cobalto posto alla base.

 

 

 

Esso infatti risulta corrispondere, secondo gli studi del Prof. P.Y.K. Lam, alla tipologia di marchio a sigillo denominata “type 5” e utilizzata a partire dal settimo fino al trentesimo anno di regno di Qianlong. Oltre all’esemplare aggiudicato da Christie’s ad Hong Kong il 30 maggio del 2018, si conosce solo un altro vaso Tianqiuping con decoro a smalti Doucai di epoca Qianlong paragonabile per dimensione a questa straordinaria opera e che ritroviamo pubblicato dal Palace Museum di Pechino. Si conoscono infatti pochi altri esempi di vasi prodotti durante il periodo Qianlong e decorati con tecnica a smalti Doucai, ma risultano essere di minori dimensioni rispetto al vaso in esame come ben testimoniato da opere come il grande piatto decorato con gli otto simboli buddhisti e conservato nelle collezioni imperiali del Nanjing Museum, alto 48,9 cm, o il vaso Tianqiuping di 42 cm custodito nelle collezioni del Matsuoka Museum of Art in Giappone, oppure ancora la moon flask del Palace Museum di Pechino, più piccola di 3,6 cm.

 

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