Torna l’atteso appuntamento con l’Asta di Numismatica organizzata da Cambi Casa d’Aste e Crippa Numismatica, in programma da martedì 11 a giovedì 13 novembre 2025.
L’appuntamento si compone di due cataloghi che accompagnano il pubblico in un vero viaggio attraverso la storia, dal mondo antico fino all’età moderna. Il secondo catalogo amplia lo sguardo e propone un percorso che attraversa epoche e aree geografiche differenti, fino a giungere a una delle sezioni più affascinanti e attese di questa edizione: la raccolta di monete inglesi in oro dall’XI al XX secolo. Questa selezione di notevole qualità ripercorre quasi un millennio di storia britannica, coniando attraverso i volti di re e regine il racconto di un impero e della sua eredità culturale.
La storia della monetazione inglese tra il XIV e il XX secolo è una straordinaria testimonianza di continuità e trasformazione, in cui l’evoluzione artistica e tecnica del conio si intreccia con le vicende politiche delle grandi dinastie che si succedettero sul trono. Le monete proposte in asta illustrano con eccezionale chiarezza questo lungo percorso.
Nel pieno della Guerra dei Cent’Anni, il regno di Edoardo III Plantageneto (1327–1377) segna una svolta nella monetazione inglese. Con lui nasce infatti il noble d’oro, di cui il lotto 1173 offre un superbo esemplare coniato a Londra tra il 1351 e il 1361, nel cosiddetto periodo “pre-trattato”. Raffigurante il sovrano in piedi su una nave, con spada e scudo, il noble celebra la potenza navale inglese e l’affermazione del Paese come protagonista nel panorama economico europeo. È una delle monete più iconiche del Medioevo, simbolo della solidità del sistema aureo e del prestigio del regno.
A un secolo di distanza, il noble di Enrico VI Lancaster (1422–1461), lotto 1174, mantiene la stessa iconografia ma appartiene a un periodo di forti tensioni interne, tra le lotte dinastiche della Guerra delle Due Rose e la crisi politica che ne seguì. Coniato anch’esso a Londra, testimonia la continuità del modello introdotto da Edoardo III, ma anche le difficoltà di un regno conteso tra le case di Lancaster e York.
Con l’ascesa dei Tudor, la monetazione inglese entra in una nuova epoca. Il regno di Enrico VIII (1509–1547) è uno dei più rappresentati in questa raccolta e offre un panorama completo delle sue politiche monetarie, dalle prime emissioni fino alla grande svalutazione del tardo regno. Il lotto 1179, un elegante half sovereign della “third coinage” (Zecca della Torre, Londra), mostra il sovrano nel pieno della sua autorità, ormai distaccato da Roma e a capo della Chiesa d’Inghilterra.
La crown of the double rose (lotto 1180), coniata tra il 1526 e il 1533 durante la second coinage, è invece un capolavoro di simbolismo dinastico: la doppia rosa unisce le casate di Lancaster e York, suggellando la legittimità dei Tudor e la pace ritrovata dopo decenni di guerre civili.
Il regno di Edoardo VI (1547–1553), rappresentato dal lotto 1184 con un raffinato half sovereign della seconda emissione, prosegue l’uso dell’oro ma in un contesto già segnato dalle difficoltà economiche ereditate dal padre. Le monete di Edoardo, pur mantenendo elevati standard artistici, riflettono un periodo di instabilità politica e religiosa che culminerà nella breve ma intensa esperienza del regno di Maria I Tudor (1553–1554).
Il lotto 1185, un imponente sovereign da 30 scellini del 1553, costituisce una delle emissioni più rare e rappresentative di Maria I. La regina, figlia di Enrico VIII e Caterina d’Aragona, fu la prima donna a regnare sull’Inghilterra con pieni poteri e cercò, attraverso la moneta, di riaffermare la tradizione cattolica e il prestigio della monarchia. Il suo sovereign d’oro, di straordinaria eleganza, incarna la maestà del potere femminile e la volontà di restaurazione religiosa che caratterizzò il suo breve regno.
Dopo la breve parentesi dei regni di Edoardo VI e Maria I, il trono passò a Elisabetta I (1558–1603), di cui è proposto in asta il lotto 1189, una splendida pound d’oro coniata tra il 1594 e il 1596 alla Zecca della Torre di Londra. Questa moneta, con il ritratto maturo e maestoso della sovrana, riflette la stabilità politica e la rinascita economica dell’Inghilterra elisabettiana, oltre a celebrare la potenza e l’autonomia di un regno che, sotto il suo governo, si avviava a dominare i mari e il commercio europeo.
Con l’avvento degli Stuart, la monetazione inglese raggiunge nuove vette di raffinatezza e innovazione tecnica. Il lotto 1191, un magnifico rose ryal da 30 scellini di Giacomo I (1613), celebra l’unione delle corone d’Inghilterra e Scozia e la nascita della monarchia britannica moderna. La ricca simbologia floreale, con la rosa Tudor al centro, allude all’ideale di unità del regno sotto la nuova dinastia.
Qualche anno più tardi, il lotto 1192, un laurel coniato tra il 1619 e il 1620, testimonia la riforma del sistema aureo voluta da Giacomo I, che introdusse monete dal peso e dal valore più stabili, adeguandole agli standard continentali.
Il secolo si chiude con il lotto 1197, una unite da 20 scellini di Carlo I (1631–1632), opera del celebre incisore francese Nicholas Briot, che introdusse alla Zecca di Londra il sistema di coniazione meccanica. Questa moneta, tra le prime a essere realizzate con tecniche moderne, segna la transizione tra l’antica battitura manuale e il conio industriale, preludio alla monetazione regolare e di precisione che caratterizzerà i secoli successivi.
Questa selezione di monete, distribuite su quattro secoli di storia, racconta l’evoluzione della monarchia inglese attraverso il linguaggio del metallo prezioso. Dal maestoso noble di Edoardo III al solenne rose ryal di Giacomo I, dal potente ritratto di Enrico VIII ai raffinati coni di Carlo I, ogni esemplare riflette il volto di un’epoca: le guerre dinastiche, la Riforma, le unioni dinastiche e le rivoluzioni tecniche della zecca. È una storia di oro e di potere, di fede e di rinnovamento, che attraversa l’intero arco dell’età moderna e che trova nella presente raccolta una delle sue rappresentazioni più suggestive e complete.
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