Art Market Insight – Arte Povera
Fabio Noli 28 Aprile 2021

Dall’inizio degli anni 2000 il mercato dell’arte contemporanea è profondamente mutato: è cresciuto in termini di artisti proposti all’incanto (da 5.400 artisti a circa 32.000) e di opere offerte in vendita (da 12.000 lotti a 123.000); il turnover in asta per le opere d’arte contemporanea è cresciuto negli ultimi 20 anni del 2.100% .
Oggi il segmento dell’arte contemporanea copre il 15% del mercato globale dell’arte in termini di fatturato, e sempre più case d’asta hanno iniziato a proporre sessioni dedicate a questo settore.

Oggi vogliamo proporre e analizzare 5 artisti italiani, esponenti dell’Arte Povera, che continuano a registrare risultati in crescita, .

Alighiero Boetti

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Alighiero Boetti (1940-1994) – Il venticinquesimo giorno del terzo mese dell’anno millenovecentoottantotto, 1988

L’artista torinese esordì nell’ambito dell’Arte Povera nel 1971, ma fu anche il primo del gruppo a distaccarsene. Concettuale, caleidoscopio e sorprendente, lavorò a diverse tipologie di opere, affidandone talvolta l’esecuzione al caso. Espose nelle mostre più iconiche dei suoi anni e fu più volte presente alla Biennale di Venezia.

Dal 2000 l’evoluzione del prezzo delle opere firmate Boetti è costantemente in crescita. Infatti, un investimento fatto sull’opera di Boetti a inizio millennio ha registrato, nel dicembre 2020, un incremento totale dell’ 804%.
Le sue opere più richieste sono gli splendidi arazzi (52%), seguiti dai disegni (29%), le quali vengono esitate sopratutto all’estero, in particolare nell’Unione Europea e negli Stati Uniti.

Mario Merz

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Mario Merz – Senza Titolo, 1978

Nato a Milano da una famiglia svizzera e cresciuto a Torino, Mario Merz fu inserito dal critico Germano Celant tra gli esponenti del nuovo linguaggio dell’Arte Povera. Intorno al 1968 con gli Igloo avvenne il definitivo sganciamento dalla parete, seguito poi dall’adozione di altre simbologie che diverranno caratteristiche della sua opera, tra cui la serie di fibonacci e l’utilizzo dei neon.

Per Merz l’incremento del prezzo dal 2000 è ancora più alto: oggi è registrato intorno al 108%, ed è incrementato del 31% solo nell’ultimo anno. Anche Mario Merz ha una risonanza prevalentemente internazionale, dove la piazza principale è il Regno Unito, seguita dagli Stati Uniti.
Vengono venduti principalmente i suoi disegni ad acquarello (35%), i dipinti (28%) e le stampe (22%)

Giulio Paolini

Giulio Paolini, Rinascita di Venere. Installation view at Galleria Alfonso Artiaco. Napoli 2018.

Dalla sua prima esposizione collettiva nel 1961 Giulio Paolini, genovese di nascita e torinese d’adozione, ha tenuto innumerevoli mostre in tutto il mondo e il suo lavoro è esposto in numerose collezioni pubbliche internazionali.

Anche per Paolini le quotazioni sono in crescita, precisamente del 14% nell’ultimo anno.
Un investimento fatto sulla sua opera nel 2000 ha incrementato il suo valore del 317% in più nel dicembre 2020.
Tra le opere più richieste ci sono i disegni ad acquarello (34%) e le stampe (33%) e la scultura (15%);

Pino Pascali

Pino Pascali – Cavaliere medievale, 1965

La vita e l’opera di Pino Pascali sono state un lampo breve e folgorante. Nato a Bari nel 1935, riuscì in pochi anni di attività a sperimentare intensamente e a diventare il più celebre artista pugliese di tutto il Novecento.
Il suo linguaggio immaginifico sapeva mescolare in modi inediti le forme primarie e mitiche del paesaggio e della cultura Mediterranea con le forme infantili del Gioco e dell’Avventura.

L’indice del prezzo per Pino Pascali è cresciuto del 60% dal 2000, seguendo un movimento oscillante ma non eccessivo.
Tra le opere vendute, troviamo principalmente disegni ad acquarello (47%) e dipinti (47%), le quali sono vendute per quasi il 90% nel Regno Unito.

Gilberto Zorio

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Gilberto Zorio (1944) – Vulcano, 1986

Le sue opere sono assimilabili a campi di energia fisica e mentale in continuo mutamento. Utilizzando reazioni chimiche o fisiche, anche l’artista si pone come spettatore, prima che come creatore, in quanto le opere crescono e si definiscono “da sole”.
Zorio ha liberato la scultura dall’impaccio della fissità, integrando una forte componente narrativa che attraversa tempo e spazio.

Dal 2016 l’artista piemontese registra una crescita costante e sostanziale, che registra nell’ultimo un anno un vero proprio exploit dei prezzi, con un incremento del 92%.
Un investimento su Zorio fatto nel 2000 è cresciuto complessivamente del 62% nel dicembre 2020.
La maggior parte delle opere vendute sono dipinti (46%) seguiti dai disegni ad acquarello. Il mercato per Zorio è prevalentemente italiano.

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