La maiolica, una delle espressioni più affascinanti dell’arte ceramica, affonda le sue radici in un passato ricco di tradizioni e misteri secolari. L’asta presentata da Cambi quest’anno include un importante nucleo dedicato alla Maiolica di Castelli e i suoi più importanti maestri.
Un esempio è la targa con una scena tratta dall’Eneide che ritrae Mercurio che incita Enea a partire per Cartagine, firmata dal celebre pittore castellano Francesco Antonio Saverio Grue. Questa targa incarna la profonda sensibilità del suo stile pittorico.
Passando poi alla bottega dei Gentili, abbiamo poi la targa con la rappresentazione della decima stazione della Via Crucis dipinti da uno dei figli di Carmine Gentili, Bernardino o Giacomo, verso la metà del XVIII secolo e riproduce l’episodio in cui Gesù viene spogliato delle vesti. L’impronta visiva di quest’opera è conferita soprattutto dalla luminosità del colore e dallo stile delle marcate caratteristiche espressive.

La tesa dei due piatti eseguiti da Aurelio Grue verso il 1750 è delicatamente rifinita da un motivo con putti alati intenti a giocare con mazzi di fiori policromi. Questa incornicia perfettamente le due allegorie femminili derivate dalle incisione dell’artista fiammingo Johann Sadeler. La particolare costolatura li rende sicuramente un esempio raro all’interno della produzione castellana.


Uno dei punti di forza del catalogo è lo stagnone da farmacia risalente al sesto decennio del XVII secolo realizzato nella fabbrica Pescio di Albisola. La superficie maiolicata è di colore berrettino chiaro e decorata da piccole figure di varie specie animali e insetti dipinti in monocromia azzurra, collocate all’interno di un ampio paesaggio che richiama l’estremo oriente. Nel novero delle ceramiche liguri da farmacia, lo stagione assolve la funzione di contenere le acque medicinali, e dispensarle tramite l’impiego di un piccolo rubinetto.

Tra le porcellane di maggiore rilevanza, figurano la coppia di giardiniere della manifattura di ceramiche inglese Minton, una delle più importanti del periodo vittoriano. Queste jardinières sono composte da un basamento su piedi a rocailles sopra cui poggia la vaschetta con quattro cariatidi a tutto tondo, poste agli angoli. Le pareti esterne sono decorate con un medaglione a fondo celeste, che ospita steli fioriti su cui poggia un uccellino.
Di forte impatto scenico, sono infine gli scacchi della serie Sea Life realizzati a Meissen e decorati sotto forma di elementi marini, in cui si distinguono piccole aragoste, polipi, anemoni, stelle e cavallucci marini, a costituire le pedine del gioco. Certamente, una caratteristica dilettevole e che dimostra tutta la grande attenzione posta nella cura del dettaglio.
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