Arte Orientale. Secondo record italiano per Cambi
admin 22 dicembre 2012

Il 17 dicembre 2012 si è svolta presso cambi casa d’aste la più importante asta d’arte orientale mai realizzata in Italia; i 170 lotti venduti hanno infatti totalizzato circa 3.200.000 euro, raddoppiando le stime iniziali dell’intero catalogo.

La sala d’asta, gremita di acquirenti di provenienza prevalentemente orientale, era in realtà ben più ampia di quanto si potesse cogliere a una prima occhiata: il personale della Cambi era infatti collegato via telefono e via web con un numero ancora maggiore di partecipanti, che prendevano parte alla vendita da altri paesi in Europa, Asia e America.

scetro-dinastia-qing-intero
Scettro Dinastia Qing, epoca Qianlong, 1736-1795 giada bianca-celadon. Stima € 20.000-30.000 Venduto per € 300.000

È stata proprio la partecipazione via Internet – tendenza che si conferma in crescita nel panorama generale delle partecipazioni – a far aggiudicare a cifre elevate buona parte dei lotti venduti. Come già evidenziato in precedenza, il costante investimento che Cambi ha destinato allo sviluppo di nuove tecnologie di comunicazione – soprattutto la visibilità sul web – garantisce la piena accessibilità alle opere d’arte presentate in asta anche da parte di quella fascia di clientela estera che oggi sembra avere qualche cosa in più da spendere per aggiudicarsi un pezzo di storia, come possono essere considerati molti dei manufatti venduti nelle nostre sale.

campanella-con-dorje-asta-arte-orientale-cambi
Campanella con Dorje di manifattura imperiale in giada bianca. Stima € 100.000 – € 150.000, venduto per € 689.000

Sono proprio la rarità e l’alta qualità delle opere, quindi, che oggi fanno la differenza. E i risultati raggiunti sono la dimostrazione che l’attenzione e la cura nella selezione degli affidamenti danno ragione e rendono pieno merito al direttore del Dipartimento di Arte Orientale, Dario Mottola, che si dichiara più che soddisfatto dell’asta, con aggiudicazioni ormai in linea con le migliori proposte di Londra e New york.
Qualche esempio: uno scettro in giada bianca-celadon (Dinastia Qing, epoca Qianlong, 1736 – 1795), quotato 20.000 – 30.000 euro, è stato venduto in pochi minuti a quasi 300.000 euro, dieci volte la stima; oppure, una coppia di pannelli in legno di zitan intagliati con draghi (sempre di epoca Qianlong), valutata 20.000-30.000 euro, faceva battere il martello sino alla cifra di 89.000 euro, quasi tre volte tanto.

figura-eretta-di-BODHISATTVA
Figura Eretta Di Bodhisattva Dinastia Qing, epoca Qianlong, 1736-1795 rame parzialmente dorato, turchesi, corallo e specchio Stima € 180.000 – € 220.000 Venduto per € 270.000

Tra i top lots si segnalano anche: una fi gura eretta di Bodhisattva in rame parzialmente dorato, con turchesi, corallo e specchio (Dinastia Qing, epoca Qianlong, 1736-1795), venduta a oltre 270.000 euro; un raro vaso con coperchio in giada gialla a forma di doppia zucca – di cui esiste un esemplare simile al Museo di Palazzo di Pechino, rilanciato in sala fi no alla vendita per 149.000 euro. Top lot è stata una straordinaria e rara campanella (guanta) con dorje in giada bianca di manifattura imperiale, offerta a 100.000-150.000 euro e venduta, dopo un’esaltante gara tra sala, telefoni e Internet, per 689.000 euro: la cifra più alta mai pagata in Italia per un oggetto proveniente dall’antica Cina.

Non poche le delusioni per i piccoli collezionisti che speravano di fare acquisti con una spesa inferiore ai 10.000 euro; una piccolo tavolino in legno di zitan intagliato e laccato (Dinastia Qing, epoca Qianlong, 1736-1795), proposto a 5.000-6.000 euro, è stato infatti venduto a 62.000 euro, mentre un gruppo in corallo rosso scolpito del XIX secolo, raffi gurante una suonatrice su cammello accovacciato, offerto a 7.000 – 10.000 euro è stato venduto per 50.000.

Con questa vendita Cambi Casa d’Aste conferma la grande credibilità e la fama raggiunta sui mercati internazionali, e asiatici in particolare, che già attendono la prossima asta di Arte Orientale programmata per metà maggio, per la quale si stanno selezionando le opere da proporre.

Chissà che non si possa dire “non c’è due senza tre”.

admin

Your comment

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Autorizzo al trattamento dei dati.

I authorize the use of data.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi