Incredibile, è ancora Record!
admin 21 ottobre 2012

Che la Cina riservasse delle sorprese lo si sapeva già dagli anni Novanta, e probabilmente anche prima, ma è stata proprio la generale difficoltà economico-finanziaria europea a dare modo alla cultura e alle potenzialità celate nel lontano oriente di uscire allo scoperto. L’ultima vendita di Fine Chinese Works of Art, proposta dalla Cambi nel mese di giugno, ha effettivamente superato ogni aspettativa, confermando la Casa d’Aste genovese come punto di riferimento per le vendite di Arte Orientale a livello italiano e internazionale, e ponendo le vendite di questo settore allo stesso livello di quelle londinesi proposte da realtà già consolidate come Christie’s e Sotheby’s.

I numeri parlano chiaro: dal valore iniziale di 2.600.000 euro si è saliti ad un totale di vendite di 6.630.000 euro, realizzando il 255% delle stime e oltre il 50% dei lotti aggiudicati. Se poi si pensa che oltre metà di questo importante risultato deriva dalla vendita di una sola decina di lotti, appare evidente che una sapiente e accurata selezione delle opere proposte, come sempre, fanno la differenza. Nove lotti sono stati venduti a fronte di una spesa superiore di 100.000 euro.

Tra le porcellane un cachepot bianco e blu ha totalizzato 115.000 euro, mentre la testa di Loan in marmo, immagine sulla copertina del catalogo, è stata venduta per 130.000 euro. Il corallo più caro è stato invece un gruppo che raffigurava un vaso immerso in numerosi racemi fioriti, ed è stata proprio la particolarità del soggetto, realizzata con un’eccellente cura nei dettagli, a fare sì che in sala fosse poi alienato per 135.000 euro.

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Vaso in corallo rosso raffigurante vegetazione riccamente intagliata, frutta e uccellini, Cina inizio XX secolo. Stima € 15.000 – 20.000. Venduto per €167.000

Salendo poi la scala delle migliori aggiudicazioni troviamo le giade, tipologia caratteristica della produzione artistica orientale, con tre lotti di eccezionale rarità: una placca scolpita con supporto in legno intagliato venduta per 160.000 euro, un piccolo gruppo raffigurante cavalli venduto per 172.000 euro e un modellino di imbarcazione, venduto per 200.000 euro.

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Nave in giada bianca Celadon con personaggi, Cina, Dinastia Qing, periodo Qianlong (1736-1795). Stima € 3.000-5.000. Venduto per € 248.000

Due sculture in bronzo dorato hanno guadagnato meritatamente il podio: una grande figura di Buddha su fiore di loto di Dinastia Ming, XVII secolo, alta 72 centimetri è stata venduta per 220.000 euro, mentre una rara piccola raffigurazione di Tsong-Khapa, finemente decorata con intarsi in oro, di Dinastia Qing, Periodo Qianlong (1736-1795), è stata pagata da un appassionato collezionista 290.000 euro.

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Grande ed importante Buddha in bronzo dorato su fiore di lotto, Cina, Dinastia Ming, XVII secolo. Stima € 50.000-60.000, venduto per € 272.000

La vera sorpresa, che ha stupito le persone in sala e che seguivano la vendita da web e telefono (ma soprattutto che ha poi stupito chi ci ha affidato l’oggetto per la vendita) è stata il paravento a dodici ante in legno di homu, composto con sessantaquattro placche in porcellana finemente decorata in policromia con personaggi entro paesaggi e ricchi elementi floreali decorativi, nei colori della Famiglia Rosa, Dinastia Qing, Epoca Qianlong (1736-1795). Questo magnifico oggetto era presentato in catalogo con una prudenziale stima di 12.000-15.000 euro, ma già nelle settimane precedenti l’asta erano emerse conferme sulla straordinarietà di questo elemento d’arredo.

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Paravento a dodici ante in legno di humu e sessantaquattro placche in porcellana policroma, Cina, Dinastia Qing, Epoca Jiaqing (1796-1820). Stima €12.000 – €15.000, venduto per € 2.060.000

Il banditore aveva aperto la gara per questo lotto da pochi secondi quando è stata pronunciata la prima offerta in sala: 500.000 euro. Dopo pochi attimi di sorpresa per la partenza “esuberante” numerose altre offerte si sono susseguite fino a raggiungere dopo alcuni minuti la cifra di vendita di 2.070.000 euro, con la quale Cambi Casa d’Aste per la terza volta ha alzato il record italiano di aggiudicazione per l’arte orientale.

Cambi ottiene quindi un importante risultato, collocandosi davanti a Christie’s (1.394.000 euro) per le aggiudicazioni più elevate del semestre per l’arte orientale in Europa. La prossima vendita è in programmata per il 17 dicembre, come nel 2012, chissà che non possa confermare il trend positivo imboccato nel 2012?

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