Dimore Italiane, una delle aste genovesi più attese della maison Cambi, torna giovedì 4 luglio 2024 nella suggestiva cornice del Castello Mackenzie a Genova con un nuovo catalogo che si contraddistingue per la sua eterogeneità. In asta, un nucleo di opere d’arte, arredi, elementi decorativi e di antiquariato selezionato dai nostri esperti per impreziosire ogni tipo di ambiente.
Tra le collezioni in asta a Dimore Italiane, si distinguono gli oggetti della Dimora Franzoia.
Marco Arosio, Direttore del dipartimento di Arti Decorative del XX secolo di Cambi Casa d’Aste racconta:
“È difficile riassumere in breve la personalità e il genio dell’architetto Ferruccio Franzoia e la grande eredità di cultura, conoscenza e amore per il bello che ha trasmesso a tutte le persone che hanno avuto la fortuna di conoscerlo e frequentarlo.
Ho collaborato con lui per più di trent’anni in una spola continua tra Venezia, lo studio di Milano e la sua meravigliosa casa di Feltre.”
“Ferruccio oltre a essere stato uno degli allievi prediletti di Carlo Scarpa aveva anche un talento artistico che lo portava a riconoscere e apprezzare l’autentico in ogni forma artistica.”
“È a Venezia che ha lasciato gli interventi più interessanti di restauro di palazzi storici con soluzioni modernissime per le esigenze dei committenti: Palazzo Contarini della Porta di Ferro, l’appartamento del barone Rubin de Cervin a Palazzo Albrizzi, l’intervento a Palazzo Lezze in Campo Santo Stefano, e molti lavori in collaborazione con Barbara e Antonio Foscari.”
“Se nell’architettura con mano sicurissima risolveva i problemi più ardui nel restauro e nella conservazione di edifici storici, nell’antiquariato ebbe un talento ineguagliabile nel consigliare gli amici e clienti a scegliere il meglio per arredare le proprie case.
Proprio grazie alla sua innata capacità di valorizzare ogni oggetto d’arte alcuni dei più grandi antiquari gli chiesero di allestire i propri stand nelle più importanti mostre a Milano, Roma e Venezia.”
“La sua casa era lo specchio delle sue passioni: dopo aver ridato vita a una parte delle antiche strutture cinquecentesche nascoste nell’Ottocento, per il suo studio cominciò a disegnare dei mobili bellissimi creati per conservare la sua straordinaria collezione di Vetri di Murano. Fondamentale è stato l’apporto di sua moglie Carla Nasci, attenta consigliera per i pezzi più belli. Il frutto di questa lunga e appassionata ricerca, che ci ha visto uniti nei mercati di mezzo mondo, è ora in mostra ai Musei Civici di Feltre in un allestimento espositivo che è stato l’ultimo dono del genio di Ferruccio.
L’architetto era nipote diretto di uno dei più grandi protagonisti della lavorazione del ferro in Italia del primo Novecento, Carlo Rizzarda che morendo giovanissimo lasciò in dote alla città di Feltre i prototipi di tutto il suo lavoro. Ferruccio ne collezionò alcuni pezzi tra i più belli.”
È proprio dalla collezione Franzoia che provengono infatti un gruppo di lumi Carlo Rizzarda caratterizzati dagli affascinanti decori floreali e naturalistici, in pieno stile liberty, che conferiscono al catalogo d’asta il carattere di vivacità eclettica.


“Anche la pittura è stata una sua grande passione e prova ne sono i magnifici dipinti che componevano la sua raccolta.” continua Marco Arosio.
Sempre proveniente dalla collezione Franzoia infatti, una eterogenea raccolta di quaranta gouaches di Michelangelo Maestri (Roma, 1741, Roma, 1812), rimarchevoli per qualità d’esecuzione e per dimensioni, divise in ventidue fogli, aventi come tema principale le divinità greche Apollo e Dionisio, insieme a raffigurazioni di Menadi e Muse.


Questa raccolta è stata esposta nel 2011 nella personale dedicata al pittore e disegnatore dell’età neoclassica, dal titolo “Michelangelo Maestri – Il soffio della Memoria”, e sono state pubblicate nel catalogo della mostra.





