Overview: La Collezione Borroni
Fabio Noli 3 Luglio 2020

La Fabbrica della giovane Arte italiana

 

 

 

Nel 2001 chiudeva i battenti la storica fabbrica di collanti creata dalla famiglia Borroni e situata in un’affascinante  filanda del 1878. Da allora ci vollero ben tre anni di ristrutturazione per rendere possibile l’attuazione di un’idea folle e visionaria: realizzare nell’enorme stabilimento rimasto improduttivo un nuovo tipo di fabbrica, una fabbrica di giovane arte italiana

 

 

collezione borroni

 

 

La “Fabbrica Borroni” aprì quindi nel 2004 nel centro di Bollate, ad un passo da Milano. La persona che così fortemente l’ha voluta si chiamava Eugenio Borroni.
Eugenio Borroni, imprenditore ma anche grandissimo amante dell’arte, ad un certo punto decise di cambiare completamente la propria collezione, sentendo ormai distanti dal suo modo di essere artisti storicizzati del calibro di Fontana e Morandi, e seguì l’intima urgenza di orientarsi verso quella che ritenne a sé più vicina , ossia la sperimentazione delle nuove leve artistiche che l’Italia aveva da offrire. 

 

 

 

collezione borroni

 

 

Lo fece a partire dagli anni ’80, iniziando a comprare opere che diventeranno il nucleo storico della sua raccolta, di artisti attivi nei quartieri popolari di Roma e ora noti come il gruppo di San Lorenzo. Ad attirarlo fu la loro aggressività, la loro intimistica potenza espressiva, nonché la grande capacità comunicativa, così fuori dagli schemi rispetto al modo di intendere il fare arte, a quei tempi, in Italia.

 

 

 

 

Fu da qui che tutto ebbe, anzi un nuovo inizio portandolo a formare forse la più vasta collezione privata di giovane arte figurativa italiana che sia mai stata realizzata. Una selezione che è stata interamente concepita senza mai pensare alle mode o ad un proprio tornaconto economico, ma solo seguendo una personale idea del bello, guidata da un unico filo conduttore : la libertà. 

 

 

collezione borroni

 

 

collezione borroni

 

 

La sua creatura, la “Fabbrica”, non è stato solo un voler rendere conto della propria ricerca, ma anche e sopratutto il voler condividere la propria passione e servire da stimolo, attraverso la realizzazione di eventi e mostre. Con la sua maestosità , sia per la qualità e la quantità delle opere esposte, che per l’eccezionale lavoro di riqualifica degli spazi espositivi, la Fabbrica Borroni divenne da subito un punto di riferimento, non solo per i giovani artisti, ma anche per i loro galleristi e collezionisti. Un progetto che fu unico e destinato, probabilmente e purtroppo, a restare inimitato.

 

Un nucleo di opere della collezione Borroni sono presentati nell’Asta Arte Moderna e Contemporanea
dal lotto 193 al lotto 213.

 

Un’esposizione più ampia della collezione sarà presentata da Cambi in autunno

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Fabio Noli