Molto prima di diventare un oggetto da collezione, la fotografia è entrata nelle nostre case attraverso riviste e libri, raccontandoci la storia dell’umanità. Il prossimo 16 giugno, nella sede milanese di Cambi Casa d’Aste in via San Marco, si terrà l’asta estiva dedicata alla fotografia: 140 lotti che ripercorrono circa centocinquant’anni di storia del medium fotografico.
Tra le opere in catalogo spicca una fotografia di Robert Capa, uno dei più grandi fotografi del Novecento, reporter celebre in tutto il mondo. L’immagine ritrae un momento emblematico della storia europea: la Seconda guerra mondiale è appena terminata, Parigi è stata liberata e il tempo della resa dei conti è iniziato. Al centro della scena c’è una donna, il capo rasato e una svastica dipinta sulla fronte, che stringe un bambino tra le braccia. Attorno a lei, una folla la deride e la umilia.
L’immagine divenne immediatamente celebre quando fu pubblicata sulla rivista LIFE all’interno di un reportage dedicato alla Liberazione. La sua forza risiede nella complessità del racconto: da un lato celebra la vittoria sui nazisti e la riconquista della libertà; dall’altro mostra come, in quel preciso momento, i vincitori assumano il ruolo di carnefici nei confronti di una donna accusata di collaborazionismo. Eppure quella donna non è soltanto una presunta traditrice: è anche una madre che protegge il proprio figlio. È proprio questo contrasto a generare una profonda emozione e a rendere la fotografia così potente. Si tratta di un’opera straordinaria, proposta con una stima contenuta, capace di raccontare l’essenza dell’essere umano nelle sue contraddizioni, tra bene e male.
L’asta offre inoltre un importante capitolo della storia della fotografia italiana di paesaggio, con alcune splendide e rare stampe di grande formato di Gianni Berengo Gardin. Si tratta di immagini realizzate agli inizi della sua carriera, nel periodo in cui partecipava all’esperienza del Gruppo del Ponte. Con ogni probabilità, queste fotografie della sua Venezia furono stampate per una mostra: alcune etichette presenti sul retro suggeriscono infatti un’esposizione risalente ai primi anni Sessanta, un’epoca in cui le mostre fotografiche erano ancora eventi eccezionali. Le fotografie venivano generalmente pensate per la pubblicazione editoriale e non per essere esposte in formati così ampi. Anche queste opere presentano stime particolarmente interessanti per un autore oggi al centro dell’attenzione del collezionismo internazionale.
Accanto ai lavori di Berengo Gardin troviamo quasi venti fotografie di Ugo Mulas, anch’esse risalenti agli anni Sessanta: paesaggi, ritratti e immagini che testimoniano la straordinaria capacità dell’autore di osservare il mondo artistico del suo tempo. Tra queste spicca un magnifico ritratto di Lucio Fontana nel suo studio, uno scatto in cui l’artista sembra guardarci direttamente, raccontando attraverso la propria presenza il percorso che lo ha reso una figura fondamentale dell’arte del Novecento. Completano il nucleo alcune fotografie dedicate alle opere di Alexander Calder, il grande scultore americano che fu amico e interlocutore privilegiato di Mulas.


Uno dei temi centrali nella storia dell’arte e della fotografia è senza dubbio la rappresentazione della figura femminile, declinata nel tempo secondo sensibilità e linguaggi molto diversi. La copertina del catalogo è dedicata a un’immagine iconica di Audrey Hepburn, simbolo di eleganza e raffinatezza del Novecento, ritratta da Gian Paolo Barbieri.


Un’altra fotografia celeberrima è quella che immortala Kate Moss, icona della moda contemporanea, in uno scatto firmato da Albert Watson. Il percorso prosegue con opere di Richard Kern, fotografie di Nobuyoshi Araki, una suggestiva lightbox di Daniele Buetti — artista che ha costruito gran parte della propria ricerca sulla rappresentazione stereotipata dell’immagine femminile — e un raffinato lavoro di Giovanni Gastel.


Questa asta riunisce opere straordinarie: fotografie da collezionare, da acquistare, ma anche semplicemente da osservare. Perché, come accade sempre nell’arte, anche quando l’obiettivo è la vendita, l’opera finisce per conquistare il centro della scena. E il vero fulcro diventa il racconto della vita, della storia e dell’interiorità delle persone.


