Il 2 luglio 2026, nelle sale del Castello Mackenzie di Genova, Cambi Casa d’Aste presenta l’attesa vendita Old Masters, appuntamento dedicato a importanti opere di grafica e pittura antica sia italiana che europea dal XVI agli inizi del XIX secolo. L’asta si svolgerà in due tornate, alle ore 14.30 (lotti 1-90) e alle ore 16.00 (lotti 100-231), e proporrà una selezione di oltre duecento opere provenienti da importanti collezioni private, tra dipinti e disegni.
Il catalogo offre un affascinante percorso attraverso alcuni dei principali centri artistici: dalla scuola veneziana a quella emiliana, dal naturalismo caravaggesco al vedutismo romano, fino alla tradizione fiamminga e nordica. Un insieme di opere che testimonia la straordinaria ricchezza del patrimonio figurativo occidentale e il dialogo tra committenza, devozione e ricerca artistica che caratterizzò i secoli d’oro della pittura italiana ed europea.

Top lot della vendita è il Banchetto musicale di Pietro Paolini (lotto 174), monumentale olio su tela stimato € 100.000-150.000, che rappresenta una significativa acquisizione per il catalogo del maestro lucchese.
Poche sono le informazioni disponibili relative alla vita e alla carriera artistica di Pietro Paolini, ricostruite quasi esclusivamente grazie alle notizie di Filippo Baldinucci che racconta come l’artista dipingesse «a maraviglia certi capricci ed invenzioni di villani che suonano pifferi; ed altre azioni contadinesche, con figure ed arie di teste proprissime».
Dopo aver trascorso sette anni nella bottega di Angelo Caroselli a Roma e rientrato nella nativa Lucca presumibilmente alla morte del padre, si specializzò soprattutto nella realizzazione di soggetti da stanza che si inseriscono in quel filone di gusto internazionale fatto di concerti e banchetti, mostrandosi sempre fedele ai dettami del naturalismo e ai modelli del caravaggismo.
Caratteristica peculiare delle sue opere è una narrazione sottilmente allusiva e implicita di natura etica e simbolica in grado di evocare significati più profondi celati dietro l’apparenza naturalistica, dovuta con ogni probabilità alle sue comprovate frequentazioni poetiche.


L’opera qui presentata offre infatti una composizione del tutto inusuale ed enigmatica: all’interno di una finta cornice dipinta color oro resa a trompe-l’œil e su uno sfondo dominato da architetture classicheggianti sormontato da un cielo plumbeo, si staglia la figura a mezzo busto di un giovane uomo che, con lo sguardo e il gesto delle mani, invita lo spettatore a osservare la scena.
Un anziano barbuto con la testa velata fissa con aria assorta e malinconica una corona spezzata posta sopra parti in rovina di un’architrave scolpita. Vicino a lui una giovane donna l’osserva, mentre gli indica con il braccio destro un punto indistinto alle loro spalle. Sullo sfondo si intravede poi la figura di un bambino intento a gonfiare una bolla di sapone, simbolo di fragilità e della caducità delle ambizioni e della vita stessa dell’uomo, e quella di una giovane donna, il cui braccio si protende oltre la cornice dipinta dell’opera, porgendo verso lo spettatore un foglio bianco.


Tutti questi elaborati escamotages ideati da Paolini, permettono che si instauri una forte connessione da parte dell’osservatore nei confronti dei personaggi e della scena rappresentata, sottolineando in questo modo la natura simbolica e moraleggiante della composizione, connotandola come una vera e propria vanitas, il cui significato intrinseco è probabilmente da ricondurre alla natura effimera di ogni potere terreno, compreso il dominio politico e temporale, destinato a svanire inesorabilmente di fronte al tempo e alla morte.
Il dipinto qui presentato risulta essere una importante aggiunta al catalogo del pittore lucchese, in quanto costituisce il pendant del già noto Banchetto Musicale realizzato dal pittore intorno al 1650 e appartenente alla Fondazione Carilucca (ed esposto in occasione della mostra “I Pittori della Luce: da Caravaggio a Paolini”, Spazio Cavallerizza, Lucca, 8/12/21-2/10/2022).
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